venerdì 24 giugno 2022

2042, Il popolo blu.

 

Racconto di :Mariano-Abis:

2042, Il popolo blu.
«Cento bisavoli prima del bisavolo mio, nella Sardegna, raccontano gli antichi, sono venuti gli uomini del pianeta blu, a pelle blu e liscia che pareva di porcellana, con un corpo che pareva pieno di aria, ma non era di aria ma trasparente come una vetrina, che non era possibile toccarli se uno non voleva essere fulminato all’istante. Dicono gli antichi che erano uomini di alta statura, con la faccia uguale alle statue di bronzo e di pietra che ricordano questa venuta».

E si racconta che dalla Sardegna non se ne sono mai andati.

E si racconta che osservano il popolo sardo e generalmente non intervengono nè per aiutare, nè per osteggiare, questo comportamento neutro è durato svariati millenni.
Si racconta che venti anni fa qualcuno pagato dalle oligarchie che bene non vuole al genere umano, ha tentato di rinchiudere una parte del popolo sardo, quello disubbidiente, che aveva capito l'imbroglio, nel territorio isolano senza alcuna possibilità di lasciare l'isola.

Un po' come era successo tanto tempo prima agli indiani d'America.

Solo qualcuno poteva uscire, qualcuno ubbidiente che sosteneva il sistema, ma questa gente che poteva lasciare la Sardegna aveva perso parte della sua umanità, e certamente la propria anima.
Si racconta che queste disgrazie che misero il popolo sardo più evoluto nell'impossibilità di viaggiare intenerì il popolo blu, che attenti osservatori, ma soprattutto viaggiatori lo sono dall'eternità.

Nel corso del tempo nell'isola restarono solo coloro che a causa di decreti cervellotici del sistema non potevano lasciarla, mentre la restante parte di popolazione, la più numerosa, lasciò l'isola per sempre.
Al centro esatto della Sardegna si trovava e si trova un sito che con le sue energie che sprigiona ha cadenzato la storia del popolo sardo.

Quel sito venne costruito dai viaggiatori blu.

Ma il tempo e l'incuria degli uomini stravolse la disposizione dei megaliti presenti, la nazione sarda che nei millenni precedenti era la più evoluta di tutto il pianeta, perse la rilevanza che ha sempre avuto nell'antichità, venne assoggettata a vari invasori, e quando a capo dell'ultimo stato invasore si stabilirono esseri che avevamo perso del tutto la loro umanità, il popolo blu infine decise di intervenire.

Come azione preliminare in un nanosecondo ristabilirono l'esatta posizione dei megaliti, l'isola di concerto venne investita di una forte e benefica energia immediata.

La gente aveva capito, e mise in atto una strategia che risultò vincente.

Si comportava come se l'invasore non fosse presente in terra sarda, e da quel momento in poi gli creò tanti di quei problemi che questi decise che non valeva la pena restare in un'isola abitata da gente che teneva tutte le risorse solo per sé, senza concedere niente allo stato colonizzatore.

L'esercito invasore che controllava quello che non poteva essere controllato lasciò per sempre il suolo sardo, che tornò definitivamente nelle mani dei veri sardi che in pochi anni si erano liberati prima dei conterranei che non avevano creduto alla resurrezione di tutto un popolo, e dopo dal colonizzatore venuto dall'est.

E il popolo blu veglia ancora oggi sul popolo che per primo li ha accolti.

:Mariano-Abis:

2 commenti:

Quinto Licinio Catone ha detto...

Raimondo Demuro, Is contus de sa Nuraxia

Mariano Abis ha detto...

in risposta a Quinto Licinio Catone : "esattamente".

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