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sabato 10 agosto 2024

Leggi Cosmiche: “La Legge della Creazione e le Leggi di Dio”

cosmic-laws-of-god/

La spiritualità è una rete che ci collega all'Altissimo, all'Universo e tra di noi. La spiritualità non deriva dalla religione, deriva dalla nostra anima.


Dobbiamo smettere di confondere la religione con la spiritualità. La religione è un insieme di regole, regolamenti e rituali creati dagli esseri umani, che avrebbero dovuto aiutare le persone spiritualmente. A causa dell'imperfezione umana, la religione è diventata corrotta, politica, divisiva e uno strumento di lotta per il potere.

La spiritualità non è teologia o ideologia. È semplicemente un modo di vivere, puro e originale come dato dalla Fonte.

LE LEGGI DI DIO e quelle della CREAZIONE vi sono state date come esperienza fisica per onorare la semplicità totale e ottenere una meravigliosa realizzazione e gioia dalle nostre relazioni con i nostri fratelli, per superare il viaggio dell'esperienza nell'apprendimento e poi fare il passaggio a livelli più alti di comprensione e conoscenza. Ora ci siamo legati con catene di bugie all'infinita rotazione della ruota dell'esperienza che peggiora con ogni esperienza finché non abbiamo dimenticato tutta la Verità della VITA...

giovedì 9 giugno 2022

Come praticare il discernimento spirituale


Di Cristina Valenzuela

Come praticare il discernimento spirituale (evita le malattie sessualmente trasmissibili!). Quanto sono importanti per te la verità, l'integrità e l'autenticità, anche a costo di sentirti a tuo agio e di essere affermato?

Quando si tratta di spiritualità, il viaggio del risveglio alla nostra Vera Natura,

la maggior parte di noi ha una buona idea dei principi essenziali da tenere a mente.

Qualità come amore, pace, gentilezza, compassione, generosità, perdono e gratitudine – sai, quelle qualità stereotipate di benessere – inevitabilmente vengono in mente.

lunedì 23 dicembre 2013

Navigando Nell'Ignoto: "Il Mondo del Sognare Svegli"

..Ho partecipato ad uno workshop di Castaneda sulla "Tensegrità" nel Febbraio 1998 a LOS ANGELES, sono stati due giorni di intensa applicazione , un sabato e domenica, e di studio dei passi magici di don Jaun, due mesi dopo Carlos faceva fuoco dal di dentro e passava per sempre nel nagual. 

La lettura di questa intervista rispetta i canoni che ho imparato dai tredici libri che ho letto e studiato di Carlos. 
Vi incoraggio a leggerli, ma,  se avete l'opportunità  entrare in contato con qualche gruppo di pratica di "tensegrity" provate e vedete di che si tratta, ai miei tempi non si pagava nulla , se non, solo l'affitto della palestra che si prendeva assieme a tutti i cadetti. 
Ora essendo fuori dal loro circuito non so come fanno se vogliono quote fisse oppure no.

Leggete questo articolo interessante , se poi leggete i libri di Carlos Castaneda è buon per voi.


Vàturu Erriu Onnis Sayli 



Navigando Nell'Ignoto: "Il Mondo del Sognare 

Svegli" intervista a Carlos Castaneda.

per la rivista Uno Mismo, Cile ed Argentina, 
Febbraio 1997 di Daniel Trujillo Rivas*
Vedere il numero di gennaio/febbraio '98 di Utne Reader per gli estratti da questa intervista e da un'altra intervista con Carlos Castaneda intitolata 
"Il Mondo del Sognare Svegli", scritta da Michael Brennan.

Domanda: Signor Castaneda, per anni lei è rimasto in assoluto anonimato. Che cosa la ha spinto a cambiare questa condizione e a parlare pubblicamente degli insegnamenti che lei e le sue tre compagne avete ricevuto dal nagual Juan Matus?

Risposta: Ciò che ci obbliga a diffondere le idee di don Juan Matus la necessità di chiarire cosa ci insegnò. Per noi questo è un compito che non può essere più rimandato. Le altre tre sue allieve ed io abbiamo raggiunto la conclusione unanime che il mondo in cui don Juan Matus ci introdusse è nelle possibilità percettive di tutti gli esseri umani. Abbiamo discusso tra noi su quale fosse la strada corretta da prendere. Rimanere nell'anonimato come ci aveva proposto don Juan? Non era un'opzione accettabile. L'altra strada possibile era di divulgare le idee di don Juan: una scelta molto più pericolosa e impegnativa, ma l'unica che, noi riteniamo, abbia la dignità con cui don Juan ha permeato tutto il suo insegnamento.

D: Considerando ciò che lei ha detto circa l'imprevedibilità delle azioni di un guerriero, che noi abbiamo corroborato per tre decadi, possiamo aspettarci che questa fase pubblica duri per un pò? Fino a quando?
R: Non c'è modo per noi di stabilire un criterio temporale. Noi viviamo secondo le premesse proposte da don Juan e non ce ne discostiamo mai. Don Juan Matus ci fornì il formidabile esempio di un uomo che viveva secondo ciò che diceva. E dico che è un esempio formidabile perché è la cosa più difficile da emulare; essere monolitici e allo stesso tempo avere la possibilità di fronteggiare qualsiasi cosa. Questo era il modo in cui don Juan visse la sua vita. Date queste premesse, l'unica cosa che si può essere è un mediatore impeccabile. Non si è giocatori in questa cosmica partita a scacchi, si è solo pedine sulla scacchiera. Ciò che decide tutto è un'energia consapevole ed impersonale che gli stregoni chiamano Intento o lo Spirito.

D: Per quanto ho potuto constatare, l'antropologia ortodossa, così come i presunti difensori dell'eredità culturale pre-colombiana dell'America, minano la credibilità del suo lavoro. La convinzione che il suo lavoro sia semplicemente il prodotto del suo talento letterario, che, in ogni caso, è eccezionale, oggi continua ad esistere. Anche in altri ambiti la accusano di avere doppi valori perché, presumibilmente, la sua vita e le sue attività contraddicono ciò che la maggioranza si aspetta da uno sciamano. Come può dissipare questi sospetti?
R: Il sistema cognitivo dell'uomo occidentale ci costringe a fare affidamento su idee preconcette. Noi basiamo i nostri giudizi su qualcosa che è sempre "a priori", per esempio l'idea di ciò che è "ortodosso". Che cosa è l'antropologia ortodossa? Quella insegnata nelle sale di conferenza universitarie? Qual'è il comportamento di uno sciamano? Mettersi piume sulla testa e ballare per gli spiriti? Sono trenta anni che la gente accusa Carlos Castaneda di aver creato un personaggio letterario solo perché ciò che riporto non concorda con gli "a priori" antropologici, le idee stabilite nelle aule o sul campo di lavoro antropologico. In ogni caso ciò che don Juan mi presentò può applicarsi solo ad una situazione che richiede azione totale, in queste circostanze, avviene molto poco o quasi nulla di preconcetto. Non sono mai riuscito a trarre delle conclusioni circa lo sciamanismo perché per farlo bisogna essere membri attivi nel mondo degli sciamani. Per uno scienziato sociale, diciamo per esempio un sociologo, è molto semplice arrivare a conclusioni sociologiche riguardo qualsiasi soggetto relazionato con il mondo occidentale, perché il sociologo è un membro attivo del mondo occidentale. Ma come può un antropologo, che passa al massimo due anni studiando altre culture, arrivare a conclusioni sicure a quel riguardo? Ci vuole una vita per poter acquisire l'appartenenza ad un mondo culturale. Io ho lavorato per più di trent'anni nel mondo cognitivo degli sciamani dell'antico Messico e, sinceramente, non credo che ciò mi permetterebbe di trarre delle conclusioni o addirittura di proporle. Ho discusso di questo con persone di diverse discipline e loro sembrano capire ed essere d'accordo con le premesse che sto presentando. Ma poi si girano e dimenticano ogni cosa sulla quale avevano convenuto e continuano a sostenere principi accademici "ortodossi", senza preoccuparsi della possibilità di un errore assurdo nelle loro conclusioni. Il nostro sistema cognitivo sembra essere impenetrabile.

D: Qual'è lo scopo di non permettere di essere fotografato, di registrare la sua voce o rendere noti i suoi dati biografici? Questo potrebbe influire su ciò che lei ha raggiunto nel suo lavoro spirituale e se sì, come? Non pensa che sapere chi lei sia veramente potrebbe essere utile per alcuni sinceri ricercatori della verità come modo di corroborare che è veramente possibile seguire il sentiero che lei promulga.?
R: In riferimento alle fotografie e ai dati personali, le altre tre apprendiste di don Juan ed io stesso seguiamo le sue istruzioni. Per uno sciamano come don Juan, la principale idea dietro l'astenersi dal rivelare i dati personali è molto semplice. E' imperativo lasciare da parte quello che egli chiamava "storia personale". Allontanarsi dal "me" è qualcosa di estremamente fastidioso e difficile. Ciò che gli sciamani come don Juan cercano è uno stato di fluidità dove il "me" personale non conta. Egli credeva che l'assenza di fotografie e dati personali influisca su chiunque entri in questo campo di azioni in modo positivo, sebbene subliminale. Noi abbiamo l'incessante abitudine di usare fotografie, registrazioni e dati personali, ognuno dei quali nasce dall'idea di importanza personale. Don Juan diceva che è meglio non sapere nulla di uno sciamano; in questo modo invece di incontrare una persona, si incontra un'idea che può essere sostenuta; l'opposto di ciò che succede nel mondo quotidiano dove abbiamo di fronte solo persone che hanno numerosi problemi psicologici ma non idee, tutte queste persone piene fino all'orlo di "io, io, io".

D: Coloro che la seguono, come dovrebbero interpretare la pubblicità e l'infrastruttura commerciale a lato del suo lavoro letterario e che circonda la conoscenza che lei e i suoi compagni diffondete? Qual'è la sua vera relazione con Cleargreen, Incorporated e le altre società (Laugan Productions, Toltec Artists)? Sto parlando di un legame commerciale.
R: A questo punto nel mio lavoro ho avuto bisogno di qualcuno capace di rappresentarmi in relazione alla diffusione delle idee di don Juan Matus. Cleargreen è una società che ha grandi affinità con il nostro lavoro, così come Laugan Productions e Toltec Artists. L'idea di diffondere gli insegnamenti di don Juan nel mondo moderno implica l'uso di mezzi commerciali e artistici che non sono alla mia personale portata. Come società aventi una affinità con le idee di don Juan, Cleargreen, Laugan Productions e Toltec Artists sono capaci di fornire i mezzi per divulgare ciò che io voglio divulgare. Nelle società impersonali c'è sempre una tendenza a dominare e trasformare ogni cosa venga presentata loro e adattarla alle loro proprie ideologie. Se non fosse per il sincero interesse di Cleargreen, Laugan Productions e Toltec Artists, ogni cosa detta da don Juan a quest'ora sarebbe stata trasformata in qualcos'altro. 

D: C'è un gran numero di persone che in un modo o nell'altro, "si attaccano" a lei per acquisire pubblica notorietà. Qual'è la sua opinione riguardo alle azioni di Victor Sanchez, che ha interpretato e riorganizzato i suoi insegnamenti per elaborare una teoria personale? E dell'asserzione di Ken Eagle Feather che è stato scelto da don Juan per essere il suo discepolo, e che don Juan tornò indietro solo per lui?
R: Effettivamente c'è un gran numero di persone che si autodefiniscono miei studenti o studenti di don Juan, persone che non ho mai incontrato e che, posso garantire, don Juan non incontrò mai. Don Juan Matus era interessato esclusivamente alla perpetuazione del suo lignaggio di sciamani. Ebbe quattro apprendisti che sono qui ancora oggi. Ne ebbe altri che partirono con lui. Don Juan non era interessato all'insegnamento della sua conoscenza; la insegnò ai suoi discepoli perché continuassero il suo lignaggio. Dato che non possono continuare il lignaggio, i suoi quattro discepoli sono obbligati a divulgare le sue idee. Il concetto di un maestro che insegna la sua conoscenza è parte del nostro sistema cognitivo ma non è parte del sistema cognitivo degli sciamani del Messico antico. Insegnare era assurdo per loro. Trasmettere la sua conoscenza a quelli che avrebbero perpetuato il loro lignaggio era una questione differente. Il fatto che ci sia un numero di individui che insistono ad usare il mio nome o il nome di don Juan è semplicemente una facile manovra per trarre dei vantaggi senza troppo sforzo.

D: Consideriamo che la parola "spiritualità" significhi stato di coscienza in cui gli esseri umani sono pienamente in grado di controllare i potenziali della specie, qualcosa raggiungibile dalla trascendenza della semplice condizione animale attraverso una dura preparazione psichica, morale e intellettuale. E' d'accordo con questa asserzione? Com' è integrato il mondo di don Juan in questo contesto?
R: Per don Juan Matus, uno sciamano pragmatico ed estremamente sobrio, "spiritualità" era un'idealità vuota, un'asserzione senza basi che noi crediamo essere molto bella perché è rivestita di concetti letterari ed espressioni poetiche, ma che non va mai oltre quello. Gli sciamani come don Juan sono essenzialmente pratici. Per loro esiste solo un universo predatorio in cui intelligenza o consapevolezza sono il prodotto di sfide di vita o di morte. Egli si considerava un navigatore dell'infinito e diceva che per navigare nell'ignoto, come fa uno sciamano, si ha bisogno di pragmatismo illimitato, sconfinata sobrietà e fegato d'acciaio. In vista di tutto questo, don Juan credeva che la "spiritualità" fosse semplicemente una descrizione di qualcosa di impossibile da raggiungere all'interno degli schemi del mondo della vita quotidiana, e che non fosse un vero modo di agire.

D: Lei ha sottolineato che la sua attività letteraria, così come quella di Taisha Abelar e di Florinda Donner-Grau, è il risultato delle istruzioni di don Juan. Qual'è lo scopo di questo?
R: Lo scopo di scrivere quei libri fu dato da don Juan. Egli asserì che anche se non si è scrittori si può scrivere, ma lo scrivere è trasformato da azione letteraria in azione sciamanistica. Ciò che decide il soggetto e lo svolgimento di un libro, non è la mente dello scrittore ma piuttosto una forza che gli sciamani considerano essere la base dell'universo, e che loro chiamano intento. E' l'intento che decide la produzione di uno sciamano, che sia letteraria o di qualsiasi altro genere. Secondo don Juan un praticante di sciamanismo, ha il dovere e l'obbligo di saturare se stesso con tutte le informazioni possibili. Il lavoro degli sciamani è di informarsi accuratamente su ogni cosa che potrebbe avere relazione con argomenti di loro interesse. L'atto sciamanistico consiste nell'abbandonare tutto l'interesse nel dirigere il corso delle informazioni prese. Don Juan era solito dire: "Ciò che organizza le idee che erompono da una tale fonte di informazioni non è lo sciamano, è l'intento. Lo sciamano è semplicemente un condotto impeccabile." Per don Juan scrivere era soltanto una sfida sciamanistica, non un compito letterario. 

D: Se lei mi permette di asserire ciò che segue, il suo lavoro letterario presenta concetti che hanno stretta relazione con insegnamenti filosofici orientali, ma contraddice ciò che comunemente si conosce circa la cultura indigena messicana. Quali sono le similitudini e le differenze tra l'una e l'altra?
R: Non ne ho la minima idea. Non sono un esperto di nessuna delle due. Il mio lavoro consiste in un rapporto fenomenologico sul mondo cognitivo al quale don Juan Matus mi introdusse. Dal punto di vista della fenomenologia come metodo filosofico, è impossibile fare asserzioni che siano relazionate al fenomeno in esame. Il mondo di don Juan è così vasto, così misterioso e contraddittorio, che non si presta ad un esercizio di esposizione lineare; il massimo che si può fare è descriverlo, e anche solo questo è uno sforzo supremo.

D: Presupponendo che gli insegnamenti di don Juan siano diventati parte della letteratura occulta, qual'è la sua opinione circa altri insegnamenti in questa categoria, per esempio la filosofia massonica, il Rosacrucianesimo, l'Ermetismo e discipline come la Cabala, i Tarocchi e l'Astrologia quando le compariamo al nagualismo? Ha mai avuto o mantiene qualche contatto con qualcuna di queste o con i loro devoti?
R: Ancora una volta, non ho la minima idea di quali siano le premesse, o i punti di vista e i soggetti di queste discipline. Don Juan ci presentò il problema di navigare nell'ignoto e questo richiede tutto il nostro sforzo disponibile.

D: Alcuni concetti del suo lavoro, come il punto d'assemblaggio, i filamenti energetici che costituiscono l'universo, il mondo degli esseri inorganici, l'intento, l'agguato e il sognare, hanno un equivalente nella conoscenza occidentale? Per esempio, ci sono alcune persone che ritengono che l'uomo visto come uovo luminoso sia un modo di definire l'aura.
R: Per quanto ne so, nulla di ciò che don Juan ci insegnò sembra avere una controparte nella conoscenza occidentale. Una volta, quando don Juan era ancora qui, passai un anno intero in cerca di guru, maestri e saggi che mi dessero un accenno di ciò che stavano facendo. Volevo sapere se c'era qualche cosa al mondo in quel tempo simile a ciò che don Juan diceva e faceva. Le mie risorse erano molto limitate e mi portarono solo ad incontrare maestri celebrati che avevano milioni di seguaci e sfortunatamente non trovai alcuna similitudine.

D: Concentrandosi specificatamente sul suo lavoro letterario, i suoi lettori trovano differenti Carlos Castaneda. Prima troviamo uno studioso occidentale un pò incompetente, permanentemente confuso dal potere di vecchi indiani come don Juan e don Genaro (principalmente in A Scuola dallo Stregone, Una Realtà Separata, Viaggio a Ixtlan, L'Isola del Tonal, ed Il Secondo Anello del Potere). Più tardi troviamo un apprendista esperto in sciamanismo (ne Il Dono dell'Aquila, Il Fuoco dal Profondo, e particolarmente ne L'Arte del Sognare). Se lei è d'accordo con questa valutazione, quando e come cessò di essere l'uno per divenire l'altro?
R: Non mi considero uno sciamano o un maestro, o uno studente di sciamanismo ad un livello avanzato; n´ mi considero un antropologo o uno scienziato sociale nel mondo occidentale. Le mie presentazioni sono state tutte descrizioni di un fenomeno che è impossibile discernere sotto le condizioni della conoscenza lineare del mondo occidentale. Non potrei mai spiegare cosa don Juan mi stava insegnando in termini di causa ed effetto. Non c'era modo di predire cosa stesse per dire o cosa stesse per succedere. In tali circostanze, il passaggio da uno stato all'altro è soggettivo, e non qualcosa di elaborato, premeditato o un prodotto di saggezza.

D: Si possono trovare episodi nel suo lavoro letterario che sono veramente incredibili per la mente occidentale. Come può chi non è un iniziato verificare che tutte quelle "realtà separate" sono reali come lei dichiara?
R: Può essere facilmente verificato coinvolgendo il proprio intero corpo invece della sola mente. Non si può entrare nel mondo di don Juan intellettualmente, come un dilettante che cerca conoscenza veloce e rapida. Né, nel mondo di don Juan, nulla può essere verificato con certezza. La sola cosa che possiamo fare è di arrivare ad uno stato di consapevolezza accresciuta che ci permetta di percepire il mondo intorno a noi in una maniera più inclusiva. In altre parole, la meta dello sciamanismo di don Juan è di rompere i parametri della percezione storica e quotidiana e di percepire l'ignoto. Questo è il motivo per cui egli si definiva un navigatore dell'infinito. Asseriva che l'infinito si trova dietro i parametri della percezione quotidiana. Rompere questi parametri era lo scopo della sua vita. Poiché era uno sciamano straordinario, egli instillò quel medesimo desiderio in tutti e quattro noi. Ci forzò a trascendere l'intelletto ed incorporare il concetto di rompere i parametri della percezione storica.

D: Lei asserisce che la caratteristica basilare degli esseri umani è di essere "percettori di energia". Si riferisce al movimento del punto d'assemblaggio come a un fattore necessario per percepire l'energia direttamente. Come può questo essere utile ad un uomo del 21° secolo? Secondo i concetti definiti precedentemente, come può il conseguimento di questa meta aiutare il progresso spirituale di qualcuno?
R: Gli sciamani come don Juan asseriscono che tutti gli esseri umani hanno la capacità di vedere l'energia direttamente così come fluisce nell'universo. Credono che il punto d'assemblaggio, come lo chiamano, è un punto che esiste nella sfera totale di energia dell'uomo. In altre parole, quando uno sciamano percepisce un uomo come energia che fluisce nell'universo, vede una palla luminosa. In quella palla luminosa, lo sciamano può vedere un punto di maggiore brillantezza, situato all'altezza delle scapole, approssimativamene ad un braccio di distanza dietro di esse. Gli sciamani sostengono che la percezione viene assemblata in questo punto; che l'energia che fluisce nell'universo viene qui trasformata in dati sensoriali, e che i dati sensoriali vengono poi interpretati, dando come risultato il mondo della vita quotidiana. Gli sciamani asseriscono che ci viene insegnato a interpretare, e di conseguenza a percepire. Il valore pragmatico di percepire l'energia direttamente come fluisce nell'universo è lo stesso per un uomo del 21° secolo o per un uomo del 1° secolo. Gli permette di allargare i limiti della sua percezione e di usare questo accrescimento all'interno del suo mondo. Don Juan diceva che sarebbe straordinario vedere direttamente la meraviglia dell'ordine e del caos dell'universo.

D: Lei ha presentato recentemente una disciplina fisica chiamata Tensegrità. Può spiegare che cosa è esattamente? Qual'è il suo scopo? Quale beneficio spirituale può ottenere una persona che la pratica individualmente?
R: Secondo ciò che don Juan Matus ci insegnò, gli sciamani che vissero nel Messico antico scoprirono una serie di movimenti che quando eseguiti dal corpo determinavano un tale benessere fisico e mentale che decisero di chiamare quei movimenti passi magici. Don Juan ci disse che attraverso i loro passi magici, quegli sciamani raggiunsero un accresciuto livello di coscienza che permise loro di realizzare indescrivibili prodezze di percezione. Nel corso delle generazioni, i passi magici furono insegnati solamente a praticanti di sciamanismo. I movimenti furono circondati da enorme segretezza e rituali complessi. Questo è il modo in cui don Juan li imparò e questo è il modo in cui li insegnò ai suoi quattro apprendisti. Il nostro sforzo è stato di estendere l'insegnamento di tali passi magici a chiunque volesse impararli. Li abbiamo chiamati Tensegrità, e li abbiamo trasformati da specifici movimenti pertinenti solo ad ognuno dei quattro discepoli di don Juan, a movimenti generali adatti a tutti. Praticare la Tensegrità, individualmente o in gruppo, promuove salute, vitalità, giovinezza e un senso generale di benessere. Don Juan diceva che praticare i passi magici aiuta ad accumulare l'energia necessaria ad aumentare la consapevolezza e ad espandere i parametri della percezione.

D: Oltre alle sue tre compagne, la gente che partecipa ai suoi seminari, ha incontrato altre persone, come le Chacmools, le Inseguitrici dell'Energia, gli Elementi, l'Esploratore Azzurro.....chi sono? Sono parte di una nuova generazione di veggenti guidati da lei? Se così fosse, come si può diventare parte di questo gruppo di apprendisti?
R: Ognuna di queste persone è un essere specifico che don Juan Matus, come guida del suo lignaggio, ci chiese di aspettare. Predisse l'arrivo di ognuno di loro come parte integrale di una visione. Poiché il lignaggio di don Juan non poteva continuare, a causa della configurazione energetica dei suoi quattro studenti, il loro compito fu trasformato dal perpetuare il lignaggio al chiuderlo, se possibile con una fibbia d'oro. Noi non siamo nella posizione di cambiare queste istruzioni. N´ possiamo cercare o accettare apprendisti o membri attivi della visione di don Juan. L'unica cosa che possiamo fare è di accettare i disegni dell'Intento. Il fatto che i passi magici, protetti con tale gelosia per così tante generazioni, oggi vengano insegnati, è prova che si può davvero in maniera indiretta, divenire parte di questa nuova visione attraverso la pratica della Tensegrità e seguendo le premesse della via del guerriero.

D: In Lettori dell'Infinito, lei ha usato il termine "navigare" per definire ciò che fanno gli stregoni. State issando le vele per cominciare presto il viaggio definitivo? Il lignaggio dei guerrieri toltechi custodi di questa conoscenza, finirà con voi?
R: Si, è esatto, il lignaggio di don Juan finisce con noi.

D: C'è una domanda che mi sono posto spesso: la strada del guerriero include come fanno altre discipline, lavoro spirituale per coppie?
R: La strada del guerriero include tutto e tutti. Ci può essere un'intera famiglia di guerrieri impeccabili. La difficoltà si trova nel terribile fatto che le relazioni individuali sono basate su investimenti emotivi, e nel momento in cui il praticante mette veramente in pratica ciò che lei/lui ha imparato, la relazione si frantuma. Nel mondo di ogni giorno, gli investimenti emozionali normalmente non sono esaminati, e viviamo un'intera vita aspettando di essere ricambiati. Don Juan disse che ero un investitore duro a morire e che il mio modo di vivere e provare sentimenti poteva essere descritto semplicemente: "Io do solo ciò che gli altri mi danno."

D: Quale aspirazione di un possibile miglioramento dovrebbe avere qualcuno che desideri lavorare spiritualmente secondo la conoscenza divulgata nei suoi libri? Che cosa raccomanderebbe a coloro che desiderano praticare gli insegnamenti di don Juan da soli?
R: Non c'é modo di porre un limite su ciò che si può realizzare individualmente se l'intento è un intento impeccabile. Gli insegnamenti di don Juan non sono spirituali. Lo ripeto perché la questione è emersa più e più volte. L'idea di spiritualità non calza con la disciplina di ferro di un guerriero. La cosa più importante per uno sciamano come don Juan, è l'idea di pragmatismo. Egli distrusse le mie velleità e mi fece vedere che, da vero uomo occidentale, non ero né pragmatico né spirituale. Arrivai a capire che ripetevo la parola "spiritualità" per contrastarla con l'aspetto mercenario del mondo della vita quotidiana. Volevo fuggire dal mercantilismo del mondo della vita di ogni giorno ed il forte desiderio di fare questo lo chiamavo spiritualità. Realizzai che don Juan aveva ragione quando pretendeva che arrivassi ad una conclusione; di definire ciò che consideravo spiritualità. Non sapevo di che cosa stessi parlando. Quello che sto dicendo potrebbe suonare presuntuoso, ma non c'è altro modo di dirlo. Ciò che uno sciamano come don Juan vuole è aumentare la consapevolezza, cioè essere capaci di percepire con tutte le possibilità umane di percezione; questo implica un compito colossale ed uno scopo inflessibile, che non può essere rimpiazzato dalla spiritualità dell'uomo occidentale.

D: C'è qualcosa che lei vorrebbe spiegare alla gente sud-americana, in special modo ai cileni? Vorrebbe fare qualche altra dichiarazione in aggiunta alle sue risposte alle nostre domande?
R: Non ho nulla da aggiungere. Tutti gli esseri umani sono allo stesso livello. All'inizio del mio apprendistato, don Juan Matus provò a farmi vedere come la situazione dell'uomo fosse comune a tutti. Io, da sudamericano, ero molto coinvolto, intellettualmente, con l'idea della riforma sociale. Un giorno rivolsi a don Juan quella che pensavo fosse una domanda assoluta: Come può rimanere impassibile di fronte alla situazione terribile dei suoi compagni uomini, gli indiani yaqui di Sonora? Sapevo che una certa percentuale della popolazione yaqui soffriva di tubercolosi e che, a causa della loro situazione economica, non potevano curarsi. "Sì", disse don Juan, "E' una cosa molto triste ma, vedi, anche la tua situazione è molto triste, e se credi di essere in condizioni migliori degli indiani yaqui, ti stai sbagliando. In generale la condizione umana è in un orrendo stato di caos. Nessuno sta meglio di un altro. Siamo tutti esseri che stanno andando a morire e, a meno di essere consapevoli di questo, per noi non c'è rimedio." Questo è un'altro punto del pragmatismo degli sciamani: divenire consapevoli che siamo esseri che stanno andando a morire. Essi dicono che quando impariamo questo, tutto acquista un ordine e una misura trascendentali...

giovedì 16 aprile 2026

STEINER E I DEMONI DEL SANGUE

Rudolf Steiner

Jason Heppenstall, New Dawn

L’umanità è sotto attacco spirituale? E il filosofo esoterico e veggente Rudolf Steiner ne aveva forse messo in guardia oltre un secolo fa, quando affermò che un “vaccino” sarebbe stato il mezzo per la sconfitta dell’umanità?

Per molti, la risposta eccessivamente autoritaria dei governi di tutto il mondo al COVID-19 ha indicato una forza motrice più profonda e sinistra. Ma non sono stati solo i governi a sembrare comportarsi in modo strano. Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a persone di ogni estrazione sociale che si sono sottomesse passivamente ad attacchi draconiani alle proprie libertà, molte delle quali hanno persino difeso strenuamente l’assalto. Allo stesso modo, abbiamo visto politici e partiti che un tempo si presentavano con programmi di libertà personale e autonomia economica trasformarsi quasi da un giorno all’altro in maniaci del controllo, intenti a microgestire ogni aspetto delle nostre vite. Come è potuto succedere?

martedì 14 giugno 2022

Anselmo

 


Anselmo è nato povero, in una misera casa di fango sul delta del Nilo.
Visse la sua fanciullezza all'ombra delle piramidi, con la testa impastata da innumerevoli religioni, un miscuglio di sacro e profano, di spiritualità e satanismo, che lo avrebbe reso molto accorto e profittatore delle manchevolezze e delle fragilità dell'umanità.

Nacque povero, ma, essendo un ottimo psicologo, riusciva a capire le miserie dell'animo umano, le sue debolezze, e facendo leva su quel dono innato, diventò consigliere e fiduciario degli uomini più potenti della zona

domenica 31 marzo 2024

Gesù Cristo, Apparizioni, Miracoli, NDE, Artù-Ginevra Graal, Templari

In questo nuovo documentario e in coincidenza con le date della Settimana Santa, nonostante l'uomo abbia perso la fede e il materialismo e l'egocentrismo imperino nell'umanità, vogliamo rendere omaggio a quel Grande Essere, il Maestro Gesù, che ha saputo vincere la morte, per insegnarci che anche se il corpo si distrugge, la morte non è la fine e tutto è possibile se abbiamo fede. Dopo la resurrezione la sua opera non è finita, ci sono molte testimonianze di persone normali che raccontano come il Maestro Gesù gli sia apparso, nei momenti difficili, nelle guerre, o quando ne avevano più bisogno, per guarirli, per dargli forza e incoraggiamento.

Analogamente, persone che hanno avuto esperienze di pre-morte riferiscono di aver visto angeli, altri vedono Gesù e questo cambia la loro vita per sempre, in altre occasioni si verificano miracoli e guarigioni, e molti altri lo vedono nei momenti prima di morire e sperimentano pace e spiritualità.
Anche nel corso della storia ci sono racconti sulla ricerca di spiritualità in cui si sono compiute grandi imprese grazie alla fede in Gesù Cristo, come il caso di Giovanna d'Arco, Teresa di Gesù, grandi mistici o santi, così come ai tempi dei Cavalieri della Tavola Rotonda con re Artù e la regina Ginevra e la ricerca del santo Graal.

domenica 31 luglio 2022

Storie di stelle e di giganti


 


Storie di stelle e di giganti
In Sardinia there are pyramids which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange nuraghi".
In Sardinia there are vibrational portals frequented by stars that wander in the sky and that at times land on ancient sites, but which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange satellites that walk zigzagging".
In Sardinia, sometimes the stars that walk in the sky greet those who are eager to see them and approach the phenomenon by letting go of what the "lasciviousness" of professors studied from books, but did not study from life.
In Sardinia the stars plunge into ancient small basins arranged in a circle, and they jump out strongly at the sight of the people of today, who replicate the ritual of the stars and the waters to which the ancient Sardinians were devoted, before a new religion took the place of this natural spirituality.
In Sardinia the moon plunges into an ancient basin surrounded by stars arranged in a circle, and jumps out strongly at the sight of today's people, who replicate the ritual of the waters in which the ancient Sardinians participated, before a new religion took its place. of this natural spirituality.
In Sardinia there are the remains of innumerable giants that for the "authorities", be they political or Achaean-historical, are simply artifacts to be hidden.
By hiding the giants they delude themselves on the fact that the ancient grandeur of the Sardinian people will never come to light.

domenica 25 settembre 2022

Storie di stelle e di giganti: Pauli Arbarei




Storie di stelle e di giganti
In Sardinia there are pyramids which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange nuraghi".
In Sardinia there are vibrational portals frequented by stars that wander in the sky and that at times land on ancient sites, but which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange satellites that walk zigzagging".
In Sardinia, sometimes the stars that walk in the sky greet those who are eager to see them and approach the phenomenon by letting go of what the "lasciviousness" of professors studied from books, but did not study from life.

martedì 7 giugno 2022

Storie di stelle e di giganti

 


Storie di stelle e di giganti
In Sardinia there are pyramids which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange nuraghi".
In Sardinia there are vibrational portals frequented by stars that wander in the sky and that at times land on ancient sites, but which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange satellites that walk zigzagging".
In Sardinia, sometimes the stars that walk in the sky greet those who are eager to see them and approach the phenomenon by letting go of what the "lasciviousness" of professors studied from books, but did not study from life.
In Sardinia the stars plunge into ancient small basins arranged in a circle, and they jump out strongly at the sight of the people of today, who replicate the ritual of the stars and the waters to which the ancient Sardinians were devoted, before a new religion took the place of this natural spirituality.

lunedì 23 giugno 2025

Arcangelo Michele: L'arte di ancorare le energie superiori

Canale: Laura Biswas Smith | Fonte
via eraoflight

Miei cari figli, sono vostro fratello, l'Arcangelo Michele. È un piacere per me unirmi a voi oggi per condividereUn messaggio di speranza, di incoraggiamento lungo il cammino che percorrete. Come ben sapete, ci sono profondi cambiamenti in atto nella vostra società, che influenzano ognuno di voi in diversa misura. Che si tratti di motivarvi e indurvi al cambiamento, o di innescare la paura di ciò che potrebbe accadere nella vostra società, che non è per il bene supremo.


Questo intreccio di energie dentro di voi ha spesso bisogno di essere riequilibrato. Riconosciamo che ci sono momenti in cui è più facile che in altri trovare un punto di equanimità con ciò che accade intorno a voi nel mondo. E ciò di cui avete bisogno, prima di tutto, è il vostro radicamento e la vostra stabilità, ancorando il regno spirituale al vostro essere fisico. Per questo vi chiediamo di imparare a integrare pienamente entrambi gli aspetti.

lunedì 3 ottobre 2022

Il cavallo Saggio e il Professore


 




Abitava, in contrada di Jippis, un anziano contadino, che, oltre a lavorare la terra, di quando in quando si offriva per fare dei trasporti per conto terzi.
Aveva come unica compagnia un cavallo, ahimè, anche lui molto vecchio.
Tempo addietro lo aveva chiamato Saggio, vi chiederete: che strano nome!
Niente di strano, il cavallo era saggio di nome e di fatto.
Fin da quando Saggio era un puledro, comunicava mentalmente col contadino, imparò in seguito anche a parlare.
Parlava!
E parlava in maniera saggia!!!

domenica 23 ottobre 2022

Le stelle che camminano, descrizione + video

 





The difference between independent researchers and professors is that the former study from life what the latter study mostly in books.In Sardinia there are ancient temples that every day are reached by luminous energies that wander in the sky.In Sardinia there are pyramids which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange nuraghi".In Sardinia there are vibrational portals frequented by stars that wander in the sky and that at times land on ancient sites, but which for the "authorities", be they political or acheo-historical, are simply "strange satellites that walk zigzagging".In Sardinia, sometimes the stars that walk in the sky greet those who are eager to see them and approach the phenomenon by letting go of what the "lasciviousness" of professors studied from books, but did not study from life.
In Sardinia the stars plunge into ancient small basins arranged in a circle, and they jump out strongly at the sight of the people of today, who replicate the ritual of the stars and the waters to which the ancient Sardinians were devoted, before a new religion took the place of this natural spirituality.
In Sardinia the moon plunges into an ancient basin surrounded by stars arranged in a circle, and jumps out strongly at the sight of today's people, who replicate the ritual of the waters in which the ancient Sardinians participated, before a new religion took its place. of this natural spirituality.
In Sardinia there are the remains of innumerable giants that for the "authorities", be they political or Achaean-historical, are simply artifacts to be hidden.
By hiding the giants they delude themselves on the fact that the ancient grandeur of the Sardinian people will never come to light.
We who have not only looked, but have also seen, know that the truth is not immediate, but that it will certainly emerge overwhelmingly, and will finally certify that the ancient Sardinian People began and marked the path of Western civilizations.
The lies of those who do not want these truths about the greatness of the Ancient Sardinian Civilizations to come to light are about to collapse ruinously, as long as the Sardinian people abandon victimhood and the acquired minority syndrome.
And stop once and for all to beg those who colonize it to let them scratch the Sacred Soil of Sar
dinia.
Below is an important and exhaustive document made in the home of Luigi Muscas, the man of the stars and giants, by the excellent independent researcher Oscar Cabriolu, a video that those who have never seen the stars that wander in the sky greet us, and then they settle on the ancient sites, must see absolutely. With all due respect to the "professors" who cling to the mirrors because they can not explain everything.
(google traslator)


La differenza tra i ricercatori indipendenti e i cattedratici è che i primi studiano dal vero quello che i secondi studiano per lo più sui libri.
In Sardegna esistono antichi templi che ogni giorno vengono raggiunti da energie luminose che vagano nel cielo.
In Sardegna esistono piramidi che per le "autorità", siano esse politiche o acheo-storiche, sono semplicemente "nuraghi strani".
In Sardegna esistono portali vibrazionali frequentati da stelle che vagano nel cielo e che a volte si posano sugli antichi siti, ma che per le "autorità", siano esse politiche o acheo-storiche, sono semplicemente "satelliti strani che camminano zigzagando ".
In Sardegna a volte le stelle che camminano nel cielo salutano chi è ansioso di vederle e si approccia al fenomeno lasciando perdere quello che "lascenza" dei cattedratici ha studiato sui libri, ma non ha studiato dal vero.
In Sardegna le stelle si tuffano su antichi piccoli bacini disposti in cerchio, e saltano fuori con forza alla vista della gente di oggi, che replica il rito delle stelle e della acque alle quali gli antichi Sardi erano devoti, prima che una nuova religione prendesse il posto di questa naturale spiritualità.
In Sardegna la luna si tuffa su un antico bacino circondato dalle stelle disposte in cerchio, e salta fuori con forza alla vista della gente di oggi, che replica il rito delle acque al quale gli antichi Sardi partecipavano, prima che una nuova religione prendesse il posto di questa naturale spiritualità.
In sardegna esistono i resti di innumerevoli giganti che per le "autorità", siano esse politiche o acheo-storiche, sono semplicemente reperti da nascondere.
Nascondendo i giganti si illudono sul fatto che la grandezza antica del Popolo Sardo non verrà mai alla luce.
Noi che non abbiamo solo guardato, ma abbiamo anche visto, sappiamo che la verità non è immediata, ma che certamente salterà fuori prepotente, e finalmente certificherà che l'antico Popolo Sardo ha iniziato e cadenzato il cammino delle civiltà occidentali.
Le bugie di chi non vuole che queste verità sulla grandezza delle Antiche Civiltà Sarde vengano alla luce stanno per crollare rovinosamente, sempre che il Popolo Sardo abbandoni il vittimismo e la sindrome da minorità acquisita.
E la smetta una volta per tutte di implorare chi lo colonizza per lasciargli graffiare il Sacro Suolo Sardo.
Qui di seguito un importante ed esaustivo documento realizzato in casa di Luigi Muscas, l'uomo delle stelle e dei giganti, dall'ottimo ricercatore indipendente Oscar Cabriolu, un video che chi non ha mai visto le stelle che vagano nel cielo, ci salutano, e poi si posano sugli antichi siti, deve vedere assolutamente.
Con buona pace dei "professori" che si aggrappano sugli specchi perchè non riescono a spiegare tutto.






lunedì 27 ottobre 2014

Anarchía. Ordine senza Autorità

Anarchía. Ordine senza Autorità

periodicoellibertario

Rodrigo Quesada Monge
tradusiu editau
de Sa Defenza


[Nota del Libertario: Grazie alla cordiale solidarietà  dell'autore, che ci ha guidato attraverso una copia di questo libro in circolazione dallo scorso maggio, abbiamo avuto l'opportunità di avvicinarsi ad un lavoro che vogliamo raggiunga il maggior numero di lettori del nostro continente, quindi non esitate a etichettarlo come un valido contributo alla diffusione, discussione e dibattito sul ideale anarchico, chiaramente concentrata, la conoscenza densa del punto di vista latinoamericano. In questo senso, e si vuole incoraggiare la vasta lettura del testo, riprodotto qui di seguito nei suoi punti iniziali e finali.] 


Introduzione generale

L'obiettivo principale di questo libro è il rilascio di alcune delle idee di base e la storia del pensiero anarchico. Ci sono  aspirazioni molto meno dottrinarie. Oggi non c'è persona che può, singolarmente, in un unico lavoro coprire l'intera ideologia anarchica, la quantità di informazioni sul tema richiederebbe molte vite per essere compreso appieno. Data questa enorme massa di informazioni, pratiche e di esperienze storiche, siamo dei semplici esseri umani in cammino, abbiamo il solo modesto compito di fornire informazioni di carattere generale.

Tuttavia, questo è stato il bisogno di un piccolo paese come il Costa Rica, dove molti anni fa, si è fatto un lavoro che ha cercato di fornire alcuni pezzi di informazioni più o meno articolate su quello che si propone l'anarchismo come  dottrina sociale, politica e culturale non è stata pubblicata. La nostra esposizione è in sintonia con il soggetto, e quando è stato necessario avvicinarsi con passione e soggettività lo abbiamo fatto. Noi non siamo storici, ma continuiamo a pensare che la ricerca storica deve essere completamente "oggettiva" per acquisire il prestigio della scientificità. Quando è necessario, parliamo anche le carenze dell'anarchismo come un ideale e come pratica.

Queste sono le cose sbagliate che sono state dette di anarchismo. La maggior parte delle persone immagina un anarchico come un ragazzo con gli occhi iniettati di sangue, un pugnale tra i denti, e le tasche piene di granate e dinamite, pronto a sacrificarsi (come i terroristi dei nostri giorni), al fine di imporre le loro idee del socialismo, pace e amore. Ci potrebbero essere contraddizione più assurda! Pochissime persone sanno che uno dei principali maestri il Mahatma Gandhi (1869-1948) dirigente dell'indipendenza dell'India e uno dei più grandi maestri spirituali del XX secolo, era semplicemente un anarchico, uno scrittore che, a sua volta, era anche un aristocratico, uno dei più grandi proprietari terrieri in Russia, a suo modo, era nella sua dirittura un uomo molto spirituale. Ci riferiamo naturalmente al conte Lev Tolstoj (1828-1910).

Tuttavia, durante gli anni '90 del XIX secolo ei primi due decenni del XX secolo, alcuni anarchici credevano che l'azione diretta o propaganda, cioè l'esecuzione di alcuni personaggi pubblici, o il semplice atto di terrore potesse spostare grandi maggioranze a prendere coscienza della prpria vergognosa situazione sociale, economica e politica. Questi singoli atti sono stati ferocemente condannati al momento dell'atto, mentre  l'anarchico coerente d'oggi non  vede  questi atti di violenza appropriati al modus vivendi. Anche se comprende il dolore e la rabbia che  possono sopportare alcune persone, le enormi ingiustizie commesse oggi contro milioni di persone in diverse parti del mondo, organizzati da poteri che si definiscono religiosi, democratici o socialisti.
 

Tolstoj non era solo. Era semplicemente un collegamento di un gruppo di persone che, nel corso dei millenni, hanno sostenuto che uno degli ingredienti più nocivi e pericolosi nella nostra società è l'esercizio brutale e senza limiti del potere, in ogni sua espressione. Non c'è niente di più terribile e umiliante come uno scagnozzo alla dipendenza sottomessa di un essere umano piuttosto che a un altro. Si sono scritti migliaia di libri, ci sono state guerre e milioni di persone sono morte per impedire questo genere di sottomissione di essere raggiungiunto ed esteso a tutto il mondo. Gli anarchici sono solo un gruppo di persone che pensano che finché c'è vita, vale la pena,  fare ogni sforzo per evitare che una cosa del genere accada.

Molti altri hanno la stessa visione si dirà. Vero, ma le procedure degli anarchici all'ordine del giorno sono uniche, poiché lottano a tempo pieno, questa alleanza sovrana, progettato in modo particolare  per oscurare la felicità del popolo, una parte che integra lo Stato-Chiesa (organizzato)- e il Capitale. Si tratta di un'alleanza che ha fatto molto male all'umanità, ed è stato compito degli anarchici proporre la ribellione permanente contro i suoi disegni. 


Stato e Autorità non è un'equazione, come alcuni pensano. Gli anarchici accettano e riconoscono l'autorità della scienza e della saggezza. Mai l'autoritarismo, l'arroganza e la forza bruta, che sia di regimi di destra o di sinistra
Chiesa e  spiritualità non è un'equazione.Gli anarchici sono profondamente rispettosi dell'etica e del tipo di spiritualità che le persone decidono di scegliere per la propria felicità, dal suo profondo intimo. L'anarchico non riconosce le chiese gerarchizzate. La storia è un testamento alla sua devastante incompetenza a risolvere i grandi problemi spirituali dell'umanità. Accettare il cristiano, come ha fatto Tolstoj, in un essere umano che difende il suo diritto di comunicare con Dio, a suo piacimento, senza l'intervento di mediatori o di qualche tipo.  
Capitale e ricchezza non è un'equazione. La morale,la solidarietà, l'arte, un patrimonio l'intellettualità  nulla ha a che fare con il capitale, che si basa essenzialmente ad acquisire la ragione nei confronti del lavoro, facendo utili in misura crescente.

In questo piccolo libro si è discusso di uomini e donne che hanno pensato, sentito e agito in accordo con questi principi. Per la prima parte, dei primi diciassette capitoli, si discute e riflette su temi chiave della ideologia anarchica, noto anche come pensiero libertario o anarchico. Vale la pena chiarire che il termine libertario è di origine anarchica, e non ha nulla a che fare con i principi di anarco-capitalismo, o di estrema destra,  nel quale mondo è una giungla in cui i più forti sopravvivono. In questo libro, ogni volta che si parla di libertari, si fa riferimento agli anarchici, quelli che aspirano a una società pienamente libera, senza autoritarismo, e dove è possibile solo la solidarietà tra le persone attraverso una versione produttiva e fluida del socialismo .

Chi ha lottato per realizzare questa utopia, il percorso storico di questi sforzi sono descritti nella seconda parte del libro, costituita da otto capitoli ove si raccolgono alcuni dei punti salienti della pratica dell'anarchismo negli ultimi duecento anni. La testimonianza sta rivelando perché gli anarchici si mettevano dalla parte dei perdenti, e non dei vincitori o del profitto. Quindi sono essenzialmente gli ideali utopici,  il ricorso all'Utopia  capitalizza, in quanto l'orientamento guida principale in un mondo  strutturato per i ricchi, di successo, per i vincitor, che detengono la felicità realizzata.

L'anarchico lotta e combatte per l'assoluta libertà non possibile in un mondo utopico  senza oppressi ne oppressori, sogno di una condizione che l'alleanza di cui abbiamo parlato in precedenza impedisce. Così la storia raccontata in questo libro è pieno di situazioni di successo, di perseguitati e persecutori, carnefici e giustiziati,
e appropriazioni indebite, di rivoluzioni trionfanti, di golpe contro persone innocenti, e di abusi nelle sue manifestazioni più più dolorose. L'inchiesta ha concluso nei due capitoli finali, studi su l'anarchismo nei paesi latino-americani, e in Costa Rica, dove non si è mai pensato che  potesse ricevere una dottrina, la cui spina dorsale è la difesa più intransigente della libertà possibile in tutta la sua espressione. Molti dei santi uomini della cultura del Costa Rica ufficiale di questa innocente Arcadia[1], avevano  inclinazioni nascoste affini all'anarchismo, come vedremo.



Conclusione generale

Autoritarismo, nonostante le grandi lotte in cui è stato coinvolto l'anarchismo nel combatterlo, è ancora oggi uno dei più grandi mali della civiltà. Oggi, molte persone che esercitano il potere, hanno la convinzione che sia l'unico modo per le persone di servire una buona causa, una buona idea, o una semplice decisione politica per influire sulla comunità locale, con la forza, la brutalità, il rumore sordo del grido. Purtroppo, la maggior parte dei leader politici,   nei piccoli paesi del Costa Rica,
sono di medio e basso rango, provengono da settori sociali in cui l'istruzione, la sensibilità, il dialogo e la razionalità non sono il modello predominante.

Si tratta di un fenomeno che ha cominciato a farsi sentire sempre più nel corso degli ultimi 30 anni. In modo che la gamma più è autoritaria,  più è probabile  la corruzione, la truffa, e il morso della manipolazione. Il problema del Costa Rica non è la mancanza di autorità, ma al contrario, è l'eccesso di autorità. Per il politico medio in questo paese, la governance e la governabilità è inversamente proporzionale alla repressione o alla sua assenza. Il paese è governabile se le persone si lasciano facilmente imboniere, ed ingovernabile se la repressione non sortisce alcun effetto.

Ma in una società che trasuda paura, insoddisfazione, frustrazione, e una gamma illimitata di aspirazioni che non sono canalizzate, l'ingovernabiltà crescerà ogni giorno e si trasforma in una ribellione permanente contro l'apparato istituzionale, dello Stato, Chiesa e Capitale. Per un anarchico questo è lo scenario ideale sulla quale può contare per imprimere le idee nella gente per spostare il governo al servizio della propria vita. Quando le persone  prenderanno il controllo della propria esistenza, la propria responsabilità religiosa, morale ed etica delle prprie azioni, allora sarà il momento in cui si può iniziare a costruire una forma di libertà produttiva e civile.

L'@narchismo individualista e il socialismo @narchico, saranno essi stessi  un'opportunità storica per organizzare la società desiderata, seguendo le linee per applicare uno sforzo maggiore in tutto quello in cui si impegnano, per la maggioranza o totalità degli individui e dei gruppi umani di poter beneficiare pienamente degli sforzi di ciascuno. Né il capitalismo predatorio o il socialismo autoritario contemplano questa possibilità, come sono stati progettati per promuovere un maggiore uso della forza e della violenza nella conquista di ciò che la gente vuole. Lungo la strada, la parte peggiore è svolta dai poveri, i deboli e gli indifesi, la natura e l'ambiente. La democrazia, in questo caso, diventa un'utopia blanda, non la realtà di cui tutti dicono di godere, e ingannano nella piena consapevolezza.

Questa coscienza  che inganna me stesso, mi impedisce di continuare un atto che è ancora peggiore, nel vedere  virtù nella democrazia borghese e la presunta democrazia socialista. Quindi, per l'anarchico, la rappresentanza politica è una farsa totale. Come lo sono tutti i sistemi elettorali, in cui sono selezionati alcuni individui per essere serviti, e copartecipare con altre persone nella finzione che è al servizio della società in generale. Sia nella democrazia parlamentare borghese o democrazia socialista, la frode consiste nel far credere alla gente che partecipa nell'organizzazione e nell'applicazione del potere. Quando in realtà ciò che viene distribuito è l'esercizio del potere, dato in mano a piccoli e potenti gruppi di potere, nell'economia politica e sociale e dividerne la ricchezza prodotta da tale società, senza considerare, neanche lontanamente, la partecipazione piena al potere della popolazione.

E quest'ultima, la gente, per capirci, sia il liberal-democratico, che il socialista autoritario, la considerano incompetente, stupida, incapace di prendere decisioni, disorientata e alienata, tale da non consentire loro di ricevere  una pur minima parte  di autorità (gestionale). Ma è la gente, senza forma, analfabeti, affamati, che ha messo al potere  l'uno o l'altro politico. 

Nel corso degli anni, come scrive E. de La Boétie [2] nel suo Discorso sulla servitù volontaria, la gente  suppone che l'obbedienza cieca sia la vera indicazione della migliore pratica  democratica. La democrazia, come è stata praticata finora, sia dai liberali che dai socialisti autoritari, non è stata altro che l'espressione supina di addomesticazione e di abbrutimento. La Boétie dice: "La gente stesse quindi sono lasciati, o meglio, sono divorati, e si fermano al servizio che essi sarebbero stati al sicuro; le persone erano soggette a schiavitù, alla decapitazione, la scelta tra l'essere un servo e  essere libero, lasciando la loro indipendenza per prendere il giogo, acconsentendo al proprio male, o meglio, lo persegue. "

Ma gli anarchici "ottimismo stoico", a differenza del "pessimismo stoico" dei socialisti liberali e autoritari che sostengono che l'uomo è fondamentalmente lupo mannaro, e deve quindi batosta quotidiana, alla disciplina e producono qualcosa vale la pena, ha dimostrato nel corso dei secoli che è possibile immaginare mondi possibili, in cui le persone controllano le loro vite, le loro decisioni, le loro credenze e sogni. Questi sforzi pegno un'utopia che ha i piedi ben piantati per terra. Le utopie sognate dai tiranni hanno causato un danno incommensurabile per l'umanità. L'olocausto del popolo ebraico, come il popolo d'America, o tutte quelle persone sotto la volontà dei dittatori, sono il prodotto, in gran parte i capricci e capricci di piccoli gruppi sociali e politici, hanno saputo, quando, dove e con chi si può manipolare la democrazia.

Gli anarchici hanno cercato di confrontare i loro sogni con la realtà. Non solo in Spagna durante la guerra civile, come abbiamo visto, ma anche in America Latina, dove le comuni libertarie fiorirono generosamente in varie parti del Brasile, Argentina, Messico, tra cui in Costa Rica, durante la fine del XIX e l'inizio del XX. Queste esperienze, alcune vivono più a lungo, altre meno, volevano essere esperimenti per dimostrare al mondo che è possibile organizzare progetti sociali, economici, e politiche ed educative in cui le persone partecipano attivamente senza sentire la pressione di una disciplina organizzata per servire solo alcuni.

Per questo motivo, le persone devono rigettare le loro paure, che sono una potente risorsa nella ricerca per portare alle persone in modi diversi. L'innovazione, idee, emozioni e sentimenti sono lavoro inedito con l'anarchico, perché sa che il futuro gli appartiene, così come l'attuale, se la ribellione permanente non abbassa la guardia. L'anarchico è in stato di veglia costante per prevenire eventuali abusi di deformazione, della libertà, della volontà, dell'immaginazione e l'indipendenza delle persone nella loro vita quotidiana. Ricordiamo che, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, per me e per coloro che amo, è uno dei compiti prioritari  l'anarchismo, che è pienamente consapevole del fatto che lo Stato, la Chiesa e il Capitale, farà tutto il possibile  strappare il controllo della mia vita, per cercare allo stesso tempo di contaggiarmi con il loro pessimismo improduttivo e controproducente.

Se questa troika mortifera e negativa insiste sul fatto che non c'è futuro in questo mondo, ne in un altro, o altro, dove la mia felicità apparterrà alla legge, o la chiesa o al denaro, è il momento di chiedersi se non saremo di fronte a un diverso modo di razionalizzare la morte. La razionalizzazione della morte è il segno sicuro che abbiamo raggiunto lo stadio in cui la nostalgia e la malinconia non appartengono più a noi. I nazisti e gli stalinisti hanno adempiuto questo compito in modo impeccabile. Con la razionalizzazione della morte priva di memoria dei popoli, e sono fatti per credere che non c'è futuro, che la speranza è da pazzi ed è solo un delirante trauma nella mediocrità di un paio di ritardatari. Per questo motivo gli anarchici non hanno paura di essere chiamati sognatori invitati a completare il compito incompiuto dei romantici. L'anarchismo è la porta sul retro del romanticismo. Per lei entra furtiva la libertà, la tolleranza e la passione.

[Tratto da Quesada Monge, Rodrigo. (2014) Anarchia. Ordine senza autorità. San Jose, Costa Rica - Santiago, EUNA / Eleuterio, 2014. 450 p].





note di sa defenza:

1 L'Arcadia, oltre ad essere una zona di Grecia e appaiono già nel mito, si riferisce a un paese immaginario che la poesia dal Rinascimento Garcilaso, Cervantes e Lope de Vega nel suo romanzo L'Arcadia (1598) - ha modellato un idilliaco paradiso dove la tranquillità, la pace e la felicità sono un regno eterno.

Étienne de La Boétie (Sarlat, 1º novembre 1530Germignan, 18 agosto 1563) è stato un filosofo, scrittore, politico e giurista francese.



IL DISCORSO SULLA SERVITÚ VOLONTARIA



Il breve scritto Il discorso sulla servitù volontaria (circa trenta pagine) fu composto da La Boétie, secondo Montagne, a soli 16 anni (in un edizione precedente dei suoi Essais, Montaigne indica 18), ma più probabilmente nel 1552-53.

Fu fatto circolare ampiamente da La Boétie, tanto che lo stesso Montaigne afferma di averlo letto prima di conoscerne personalmente l’autore.

Il Discorso sarà pubblicato, anziché da Montaigne, nella raccolta di scritti antimonarchici Memorie degli Stati di Francia sotto Carlo IX, con il titolo Contr’uno con cui divenne noto.

Questa pubblicazione non è del tutto fedele, ma contiene alcune interpolazioni e inserimenti, dei quali la prova maggiore è fornita dalla citazione della Franciade di Ronsard pubblicata nove anni dopo la morte di La Boétie. Secondo alcuni storici, questi inserimenti sarebbero opera dello stesso Montaigne; tanto che lo storico francese Armingaud, ai primi del ‘900, arriva a sostenere che il testo sia interamente opera di Montaigne. Ipotesi non condivisa dalla maggior parte dei suoi colleghi; la paternità dell’opera rimane così attribuita a La Boétie.

Il testo costituì un punto di riferimento inizialmente per l’opposizione calvinista alla monarchia cattolica, successivamente per la opposizione contro l’Ancien Régime che scaturì nella Rivoluzione Francese, in seguito per la protesta repubblicana contro la Restaurazione attuata al congresso di Vienna, ed infine per la politica socialista e rivoluzionaria dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, ed in particolare per la sua corrente libertaria.

La carica libertaria del Discorso è stata dunque utilizzata per la critica di regimi tra loro molto diversi, dalla monarchia feudale fino allo stato borghese liberale, testimoniando così di conservare la sua validità in ogni tempo, compreso l’attuale, rivolgendosi contro la tirannia in sé, indipendentemente dalle forme storiche che essa assume.

Il Discorso si fonda su due pilastri. Il primo, che dà il titolo all’opera, è costituito dall’idea che la tirannia non sia imposta, ma consensualmente accettata dal popolo, il quale si trova quindi in una situazione di servitù volontaria, ossia accetta volontariamente di sottomettersi al tiranno. La Boétie critica dunque la concezione classica della filosofia politica, ancora oggi molto diffusa, che considera le catene della servitù unidirezionali, e dunque il problema posto da questa semplicisticamente risolvibile attraverso la rottura delle catene stesse; ottenuta la quale, gli individui sarebbero automaticamente liberi, come se solo la volontà malefica del sovrano fosse causa della loro sorte, alla quale essi non contribuiscono in alcun modo.

La Boétie, al contrario, afferma che, accanto al naturale e innato desiderio di libertà, vi sia negli uomini anche un oscuro desiderio di servire:



«è davvero sorprendente, e tuttavia così comune che c’è più da dispiacersi che da stupirsi nel vedere milioni e milioni di uomini servire miserevolmente, col collo sotto il giogo, non costretti da una forza più grande, ma perché sembra siano ammaliati e affascinati dal nome solo di uno, di cui non dovrebbero temere la potenza, visto che è solo, né amare le qualità, visto che nei loro confronti è inumano e selvaggio. […] Ma, buon Dio! che storia è questa? Come diremo che si chiama? Che disgrazia è questa? Quale vizio, o piuttosto, quale disgraziato vizio? Vedere un numero infinito di persone non obbedire, ma servire; non essere governati, ma tiranneggiati; senza che gli appartengano né beni né parenti, né mogli né figli, né la loro stessa vita! Sopportare i saccheggi, le licenziosità, le crudeltà, non di un esercito, non di un’orda barbara, contro cui bisognerebbe difendere innanzitutto il proprio sangue e la propria vita, ma di uno solo […] Chiameremo questa vigliaccheria? diremo che coloro che servono sono codardi e deboli? Se due, tre o quattro persone non si difendono da un’altra, questo è strano, ma tuttavia possibile; si potrà ben dire giustamente che è mancanza di coraggio. Ma se cento, mille sopportano uno solo, non si dovrà dire che non vogliono, che non osano attaccarlo, e che non è vigliaccheria, ma piuttosto spregevolezza ed abiezione? […] Dunque quale vizio mostruoso è mai questo che non merita nemmeno il nome di vigliaccheria, e per il quale non si trova un termine sufficientemente offensivo, che la natura rinnega di aver generato e la lingua rifiuta di nominare?».



Il carattere volontario della servitù è dimostrato dal fatto che basterebbe desiderare essere liberi per diventarlo:



«questo tiranno solo, non c’è bisogno di combatterlo, non occorre sconfiggerlo, è di per sé già sconfitto, basta che il paese non acconsenta alla propria schiavitù. Non bisogna togliergli niente, ma non concedergli nulla. Non occorre che il paese si preoccupi di fare niente per sé, a patto di non fare niente contro di sé. Sono dunque i popoli stessi che si lasciano o piuttosto si fanno tiranneggiare, poiché smettendo di servire ne sarebbero liberi. È il popolo che si assoggetta, che si taglia la gola e potendo scegliere fra l’essere servo e l’essere libero, lascia la libertà e prende il giogo; che acconsente al suo male, o piuttosto lo persegue. […] se per avere la libertà basta desiderarla, se c’è solo bisogno di un semplice atto di volontà, quale popolo al mondo potrebbe valutarla ancora troppo cara, potendola ottenere solo con un desiderio […] ?».



Il popolo è dunque complice del proprio asservimento:



«Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi. Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia, se non glieli offrite voi? Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città, da dove li ha presi, se non da voi? Come fa ad avere tanto potere su di voi, se non tramite voi stessi? Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità? Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?».



Come è possibile, quindi, si chiede La Boétie, che gli uomini accettino di sottomettersi al tiranno?

Innanzi tutto questa domanda porta La Boétie ad allargare il concetto di tirannia. Tiranno non è semplicemente l’Uno della monarchia assoluta, ma qualsiasi corpo politico che elimini il carattere pubblico del potere per utilizzarlo in modo da imporre agli altri la propria volontà ed i propri interessi; indipendentemente dal modo in cui questo potere è ottenuto, fosse anche attraverso il suffragio popolare.



«Vi sono tre tipi di tiranni: gli uni ottengono il regno attraverso l’elezione del popolo, gli altri con la forza delle armi, e gli altri ancora per successione ereditaria. Chi lo ha acquisito per diritto di guerra si comporta in modo tale da far capire che si trova, diciamo così, in terra di conquista. Coloro che nascono sovrani non sono di solito molto migliori, anzi essendo nati e nutriti in seno alla tirannia, succhiano con il latte la natura del tiranno, e considerano i popoli che sono loro sottomessi, come servi ereditari; e, secondo la loro indole di avari o prodighi, come sono, considerano il regno come loro proprietà. Chi ha ricevuto il potere dello Stato dal popolo […] è strano di quanto superino gli altri tiranni in ogni genere di vizio e perfino di crudeltà, non trovando altri mezzi per garantire la nuova tirannia che estendere la servitù ed allontanare talmente i loro sudditi dalla libertà, che, per quanto vivo, gliene si possa far perdere il ricordo. A dire il vero, quindi, esiste tra loro qualche differenza, ma non ne vedo affatto una possibilità di scelta; e per quanto i metodi per arrivare al potere siano diversi, il modo di regnare è quasi sempre simile».



Tornando alla domanda di cui sopra, La Boétie elenca i mezzi attraverso i quali i sovrani suscitano la volontà di servire, per ottenere il consenso necessario ad ogni regime, ancorché tirannico.

Il primo di questi mezzi è l’abitudine:



«certamente tutti gli uomini, finché conservano qualcosa di umano, se si lasciano assoggettare, o vi sono costretti o sono ingannati […] È incredibile come il popolo, appena è assoggettato, cade rapidamente in un oblio così profondo della libertà, che non gli è possibile risvegliarsi per riottenerla, ma serve così sinceramente e così volentieri che, a vederlo, si direbbe che non abbia perduto la libertà, ma guadagnato la sua servitù. È vero che, all’inizio, si serve costretti e vinti dalla forza, ma quelli che vengono dopo servono senza rimpianti e fanno volentieri quello che i loro predecessori avevano fatto per forza. È così che gli uomini che nascono sotto il giogo, e poi allevati ed educati nella servitù, senza guardare più avanti, si accontentano di vivere come sono nati, e non pensano affatto ad avere altro bene né altro diritto, se non quello che hanno ricevuto, e prendono per naturale lo stato della loro nascita. Non si può dire che la natura non abbia un ruolo importante nel condizionare la nostra indole in un senso o nell’altro; ma bisogna altresì confessare che ha su di noi meno potere della consuetudine: infatti l’indole naturale, per quanto sia buona, si perde se non è curata; e l’educazione ci plasma sempre alla sua maniera, comunque sia, malgrado l’indole. I semi del bene che la natura mette in noi sono così piccoli e fragili da non poter sopportare il minimo impatto di un’educazione contraria; si conservano con più difficoltà di quanto si rovinino, si disfino e si riducano a niente». Benché dunque l’indole umana sia libera, l’abitudine ha sugli individui effetti maggiori che non la loro indole, e così essi accettano la servitù se sono sempre stati educati come schiavi: «La natura dell’uomo è proprio di essere libero e di volerlo essere, ma la sua indole è tale che naturalmente conserva l’inclinazione che gli dà l’educazione».



Il secondo mezzo, essendo il primo alla lunga insufficiente, consiste nell’abbrutimento del popolo. La servitù di per sé porta a un infiacchimento dell’individuo, ed i tiranni, accorgendosene, operano per incrementare tale effetto. Innanzi tutto ostacolando la diffusione della cultura, giacché i libri e l’istruzione contribuiscono più di ogni altra cosa, secondo La Boétie, a diffondere la consapevolezza di sé e l’odio per la servitù. Ma soprattutto questo risultato è ottenuto attraverso una strategia da tempo nota come panem et circences:



«i teatri, i giochi, le farse, gli spettacoli, i gladiatori, le bestie esotiche, le medaglie, i quadri ed altre simili distrazioni poco serie, erano per i popoli antichi l’esca della servitù, il prezzo della loro libertà, gli strumenti della tirannia. Questi erano i metodi, le pratiche, gli adescamenti che utilizzavano gli antichi tiranni per addormentare i loro sudditi sotto il giogo. Così i popoli, istupiditi, trovando belli quei passatempi, divertiti da un piacere vano, che passava loro davanti agli occhi si abituavano a servire più scioccamente dei bambini che vedendo le luccicanti immagini dei libri illustrati, imparano a leggere».



Quanto al panem:



«I tiranni elargivano un quarto di grano, un mezzo litro di vino ed un sesterzio; e allora faceva pietà sentir gridare: “Viva il re!” Gli zoticoni non si accorgevano che non facevano altro che recuperare una parte del loro, e che quello che recuperavano, il tiranno non avrebbe potuto dargliela, se prima non l’avesse presa a loro stessi».



Un altro strumento è rappresentato dall’atomismo sociale: il potere tirannico fa di tutto per impedire qualunque forma di aggregazione e comunicazione sociale tra coloro che hanno conservato la passione per la libertà. Le uniche associazioni consentite sono quelle che non contestano la tirannia, o che la sostengono.

Gli ultimi due strumenti indicati da La Boétie sono i più importanti. In primo luogo, egli considera tutti i meccanismi volti a creare il massimo consenso possibile intorno alla persona del tiranno.

Tra questi meccanismi, La Boétie considera la pratica di presentarsi al pubblico «il più tardi possibile, per insinuare nei popoli il dubbio che fossero in qualche cosa più che uomini». In secondo luogo la «favola» dell’origine divina del re, dalla quale deriva la credenza nelle sue capacità taumaturgiche.

Nella misura in cui questa credenza viene meno, diviene importante l’altro meccanismo considerato da La Boétie: quello di presentarsi, da parte del tiranno come rappresentante del popolo e fautore dell’interesse generale:



«gli imperatori romani non dimenticarono neanche di assumere di solito il titolo di tribuno del popolo, sia perché quella era ritenuta sacra, sia perché era stata istituita per la difesa e la protezione del popolo, e sotto la tutela dello Stato. Così si garantivano che il popolo si fidasse di più di loro, come se dovesse sentirne il nome e non invece gli effetti. Oggi non fanno molto meglio quelli che compiono ogni genere di malefatta, anche importante, facendola precedere da qualche grazioso discorso sul bene pubblico e sull’utilità comune».



Il tiranno arriva così a rappresentare l’unità del popolo, e questo si lascia affascinare dal «nome di Uno», appunto perché simboleggia il popolo stesso riunificato sotto il fantasma della propria unità e finalmente liberato dalla propria pluralità.

Infine La Boétie considera lo strumento che egli stesso definisce il fondamento della tirannia. Si tratta della sua stratificazione gerarchica:



«non lo si crederà immediatamente, ma certamente è vero: sono sempre quattro o cinque che sostengono il tiranno, quattro o cinque che mantengono l’intero paese in schiavitù. È sempre successo che cinque o sei hanno avuto la fiducia del tiranno, che si siano avvicinati da sé, oppure chiamati da lui […]. Questi sei ne hanno seicento che profittano sotto di loro, e fanno con questi seicento quello che fanno col tiranno. Questi seicento ne tengono seimila sotto di loro, che hanno elevato nella gerarchia, ai quali fanno dare o il governo delle province, o la gestione del denaro pubblico […].Da ciò derivano grandi conseguenze, e chi vorrà divertirsi a sbrogliare la matassa, vedrà che, non seimila, ma centomila, milioni, si tengono legati al tiranno con quella corda […]. Insomma che ci si arrivi attraverso favori o sotto favori, guadagni e ritorni che si hanno sotto i tiranni, si trovano alla fina quasi tante persone per cui la tirannia sembra redditizia, quante quelle cui la libertà sarebbe gradita».



La Boétie è dunque ben lungi dall’attribuire il desiderio di servire ad un presunto carattere irrazionale delle folle, od alla stupidità popolare. Al contrario, il fondamento della tirannia è assolutamente razionale, essendo dato da un meccanismo che diffonde gerarchicamente il potere e, per suo tramite, la ricchezza, dando ad un certo numero di individui buone ragioni per obbedire.

Il secondo pilastro su cui si regge il Discorso è dato dalla contrapposizione tra la servitù e lo stato di libertà. Quest’ultimo non solo è storicamente anteriore al primo, che sarebbe frutto di un Malencontre, ma è anche naturale:



«credo che sia fuori dubbio che, se vivessimo secondo i diritti che la natura ci ha dato e secondo gli insegnamenti che ci rivolge, saremmo naturalmente obbedienti ai genitori, seguaci della ragione e servi di nessuno. […] di sicuro, se mai c’è qualcosa di chiaro ed evidente nella natura, che è impossibile non vedere, è che la natura, ministro di Dio, la governatrice degli uomini, ci ha fatti tutti della stessa forma, e come sembra, allo stesso stampo, perché possiamo riconoscerci reciprocamente come compagni o meglio come fratelli. E se, dividendo i doni che ci faceva, ha avvantaggiato nel corpo o nella mente gli uni più degli altri, non ha inteso per questo metterci al mondo come in recinto da combattimento, e non ha mandato quaggiù né i più forti né i più furbi come briganti armati in una foresta, per tiranneggiare i più deboli. Ma, piuttosto, bisogna credere che la natura dando di più agli uni e di meno agli altri, abbia voluto lasciar spazio all’affetto, perché avesse dove esprimersi, avendo gli uni potere di dare aiuto, gli altri bisogno di riceverne. […] non bisogna dubitare che siamo naturalmente liberi, perché siamo tutti compagni, e a nessuno può venire in mente che la natura abbia messo qualcuno in servitù, dopo averci messo tutti insieme. […] Se ne deve concludere che la libertà è un dato naturale, e per ciò stesso, a mio avviso, che non solo siamo nati in possesso della nostra libertà, ma anche con la volontà di difenderla».



Nel difendere questa concezione naturale della libertà, La Boétie delinea una società fondata sulla libertà e sull’uguaglianza, contrapposta alla dominazione, e realizzata attraverso una relazione sociale antiteca a questa: l’amicizia. I disonesti non sono amici ma complici, non si amano ma si temono. Al contrario, l’amicizia «ha il suo vero terreno di coltura nell’eguaglianza, che non vuole mai contravvenire alla regola, anzi è sempre uguale». Al di là della concezione naturalistica della libertà, La Boétie basa il suo ideale di società su di una relazione istituita di amicizia che consenta il massimo sviluppo possibile di libertà ed uguaglianza.

In conclusione, il Discorso, benché scritto 450 anni fa, conserva ancora oggi un carattere fortemente attuale. Oltre che per i suoi aspetti teorici, la forza di quest’opera consiste nell’affermare contro ogni tirannia il diritto alla disobbedienza civile: «siate decisi a non servire più, ed eccovi liberi».

Facendo attenzione che ciò non sia per alcuni il pretesto per instaurare una nuova tirannia, diversa nella forma ma identica nella sostanza, di modo che “tutto cambi affinché nulla cambi”. A costoro è giusto che non arrida il successo in quanto «non bisogna abusare del santo nome della libertà per compiere imprese malvagie ».

Questo è il messaggio che La Boétie ci manda dal suo testo, in nome della libertà, contro ogni tirannia.

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