domenica 29 marzo 2026

L'Oriente e la Nuova Via della Seta: Alberto Bradanini e la sfida al pensiero unico

 


Nelle crepe di un Occidente che fatica a riconoscere il proprio tramonto, si leva il respiro profondo di una civiltà millenaria che non ha mai smesso di guardare all'orizzonte. Non è solo economia, non è solo politica: è il moto perpetuo di un oceano che torna a riprendersi la sua riva. Sabato 28 marzo, tra le mura cariche di storia della sede del Partito Comunista a Roma, il silenzio della riflessione ha sfidato il rumore della propaganda, cercando nelle parole di un uomo che ha vissuto i corridoi del potere orientale le chiavi per decifrare il domani.

Il saggio di Alberto Bradanini"Cina. L’irresistibile ascesa" (Sandro Teti Editore), è stato il fulcro di un’analisi che ha superato i confini della geopolitica tradizionale per farsi filosofia della storia. Sotto la coordinazione della giornalista Patrizia Boi, l'incontro ha visto la partecipazione del Segretario Generale Alberto Lombardo e di Fabrizio Da Silva, in una sintesi necessaria tra l'esperienza del diplomatico e la visione di chi costruisce il futuro.

Ecco chi erano le toghe che a Napoli saltellavano contro la Meloni

Ansa
Fabio Amendolara
Tra i festanti, il procuratore Aldo Policastro, che evocava la P2, e l’ex consigliere del Csm Antonello Ardituro, di cui Palamara diceva: «Ci dirà pure come andare a pisciare». Cori contro la collega Annalisa Imparato, considerata vicina alla destra.toghe 

Le bottiglie, dopo la vittoria al referendum, i magistrati le hanno stappate da Milano a Reggio Calabria (con il procuratore di Reggio Calabria in prima fila). Ma i video che hanno fatto più discutere sono quelli della della festa dell’Associazione nazionali magistrati di Napoli, che hanno fatto il giro del Web, suscitando qualche dubbio sulla terzietà e sull’indipendenza di questi magistrati così incontenibili nei festeggiamenti.

"Trappola mortale". Il nuovo piano dell'Iran ha inorridito gli Stati Uniti.


© Foto AP / Esercito iraniano Truppe iraniane sulla costa dello Stretto di Hormuz. Foto d'archivio.
Davis: L'Iran potrebbe usare un'operazione di terra come trappola per le forze statunitensi

L'Iran potrebbe permettere alle truppe americane di sbarcare sul suo territorio per utilizzare la loro operazione di terra come trappola, ha affermato il tenente colonnello in pensione dell'esercito statunitense Daniel Davis.

"L'Iran sta preparando una trappola mortale per le forze di terra statunitensi nello Stretto di Hormuz e aspetta che Washington ci cada dentro", ha scritto sul social network X.

Secondo l'esperto, la strategia dell'Iran è quella di conseguire la vittoria evitando la sconfitta.

L'Iran avverte che le truppe statunitensi saranno "date alle fiamme" durante l'invasione di terra, mentre Teheran "distrugge" un aereo spia



Secondo alcune fonti, Washington starebbe valutando la possibilità di condurre raid limitati all'interno della Repubblica islamica, tra cui un possibile tentativo di conquistare l'isola di Kharg.

Mentre il conflitto si avvicina al primo mese, la prospettiva di un'incursione di terra statunitense appare sempre più plausibile. In risposta, i funzionari iraniani hanno lanciato avvertimenti perentori, con il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf che ha dichiarato che il Paese è pronto all'arrivo delle truppe americane e ha promesso una feroce rappresaglia.

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