Non ci sono più i falsi attentati di una volta. Almeno in passato, i servizi sapevano attuare meglio in infiltrazioni e (auto)attentati: guardate gli anni di Piombo e la P2. Oggi, invece, siamo alla frutta. Del resto, se i pupari sionisti e angloamericani sono dei comprovati pedofili e mentecatti, cosa possono essere mai i loro servi?
Se Donald Trump, presidente statunitense, è un vecchio senile con esplicite manifestazioni di demenza, certe proiezioni atlantiche deviazioniste non possono certo organizzare attentati credibili su binari e treni ad alta velocità. Non trovate? Ah, badiamo bene: la stessa alta velocità oggetto di un ‘incidente’ in Spagna che puzzava molto, moltissimo, di attentato, e che ha protagonizzato un treno di fabbricazione italiana (guardate un po’ i casi della vita).
(Auto)Attentato a Bologna?
Bologna è una delle capitali italiane ed europee della pedofilia, dell’atlantismo e dell’esoterismo. Ce lo descrisse perfettamente Paolo Ferraro; e tutti i casi di cronaca nera su abusi di minori e rituali occulti degli ultimi decenni non fanno che confermarlo (Bologna è la casa di Magistratura Democratica, dopo la procura di Roma, delle ONG pro-pedofilia e del traffico/“adozioni” di minori).
Prendiamo il recente e tragico caso di Annabella Martinelli (Padova): la ragazza, maggiorenne, aveva lasciato volontariamente la propria dimora, ma si gridò immediatamente al sequestro, al maschilismo e a tante altre stupidaggine “dem” sulla violenza di genere. Poi è spuntato il suo corpo, impiccato con un cerotto sulla bocca – un chiaro messaggio esoterico, da ambienti paramilitari e criminali – e improvvisamente ecco che viene bollato come suicidio (proprio quando le evidenze avrebbero dovuto puntare all’opposto). Strano, vero? E invece, no.
A ciò che è la realtà, viene presentato l’esatto contrario.
E non finisce qui. Negli ultimi mesi le cronache sulla scomparsa di minorenni, e su Bologna in particolare, si sono moltiplicate ossessivamente, e noi abbiamo sempre scritto che il tutto faceva presagire l’avverarsi di una “false flag”.
Paolo Ferraro ha sempre descritto queste vicende come rituali sacrificali, alcuni d’iniziazione, altri di ‘augurio’ per certe imminenti ‘nomine’ e ‘promozioni’ di giudici, o per eventi che si sarebbero messi di lì a poco in moto (bombardamenti, guerre). E i file Epstein ci confermano la natura ritualistica di determinate ‘feste’ (a dire il vero non serviva Epstein, ma vabbè).
Askatasuna
Molti parlano dell’Askatasuna, ma quanti di voi l’hanno davvero frequentata? Torino è la città della ‘Ndrangheta, dunque dei servizi segreti, essendo la seconda base della mafia nigeriana dopo Castel Volturno; la stessa Torino snodo dello spaccio, del traffico di organi e di minori, e di ogni sorta di illecito che coinvolge ritualismo satanista e vudù (sapete che Torino viene anche definita “la città del diavolo”?). Barriera di Milano è il quartiere della mafia nigeriana per eccellenza, e al riguardo è possibile trovare del materiale interessante sul nostro blog. E, nell’Askatasuna, quegli africani appartenenti alle varie mafie del Continente Nero, eterodirette dalla criminalità italiana e dai servizi, soliti spacciare in quel tratto di Barriera, operavano grandemente, alla luce del sole e delle lampadine della notte.
L’Askatasuna, siamo sinceri, era ed è un manipolo di drogati, ritardati mentali (oramai ridotti a livello neurale al pari di bradipi per tutta la droga che si sono messi) e “sfigati” di 40 anni che sbavavano dietro alle ragazzine minorenni; quest’ultime ben felici di prendersi qualche malattia venerea, herpes o qualcosa di grave praticando sesso orale a chicchessia pur di sniffare, fumare o ‘fischiare’ gratis (fumare crack).
L’Askatasuna, centro sociale di mentecatti, era estremamente infiltrato, anche da “sbirri normali”, ossia poliziotti, qualche carabiniere e pure finanziere, che non sdegnavano di farsi un paio di strisce sul distintivo tra i “giovani” del posto per far colpo sulle donzelle.
Tutti sapevano; e, ripeto, non era e non è nessun mistero (basta chiedere nelle vicinanze).
Di racconti simili il web è pieno, e molti gruppi WhatsApp e Facebook erano zeppi di foto e video 'interessanti' (vuoi che i servizi non abbiano tutto il materiale necessario e i nominativi di chi entrava e usciva? Le strade avevano telecamere ovunque).
E’ per questo che affermare che l’Askatasuna sia un’organizzazione criminale terrorista di anarchici fa davvero ridere. Ma tant’è.
Salvini e Nordio non brillano certo d’intelligenza estrema; e nemmeno di luce propria...
Emergenza terrorismo?
Non sono state adottate misure d’emergenza quando, tra le strade di Barriera di Milano e l’estremo disagio di Borgo Cina, i nigeriani si ammazzavano a colpi di “machete”, lasciando pezzi di gambe e braccia sull’asfalto. Non è stato chiamato l’esercito quando le bambine venivano stuprate e sequestrate in pieno giorno, per regolamenti di conti, o squartate vive. Non hanno allarmato i servizi di sicurezza quando il Mossad ha infiltrato – e sputtanato – i servizi italiani in tutti questi anni; e neppure di fronte alla disastrosa dirigenza del DIS di Elisabetta Belloni (che ne ha combinate di tutti i colori, senza mai essere né cacciata né inquisita).
Guerre tra servizi segreti, tentativi di piazzare ordigni nell’auto di Meloni (o del suo ex), hacking di Stato, suicidi di Stato, messaggi mafiosi da parte di Tel Aviv all’Italia, agenti israeliani che ‘affondano’ in strane gite in barca, torture e stupri di volontari – uomini e donne – italiani della Flotilla in Palestina: nulla di nulla, nessuna emergenza, nessun decreto.
E adesso, per quattro cazzotti dati a quattro poliziotti – tra l’altro poco addestrati e incapaci di gestire persino una sommossa così mal organizzata – si vuole reprimere ogni dissenso, libertà di circolazione, riunione e manifestazione, creando una milizia di fanatici ed esaltati a cui viene concessa totale libertà di repressione e impunità. Negli anni di piombo gli “sbirri” sapevano gestire meglio certe situazioni, cos’è successo poco giorni fa che ha provocato quel nientepopodimeno di macello?
Caro Salvini, ma davvero siete così "trumpiani", al governo, da attuare il “golpetto” in modo tanto maldestro e con una simile giustificazione? Oppure, avete affittato Palantir che vi ha detto: “Procedete pure, gli italiani si sono totalmente rincoglioniti, e nessuno opporrà resistenza”? Se così, bene. Sto zitto.
Ma permettimi una polemica: "rincoglionimento" del popolino a parte, per quei pochi che non si sono vaccinati, credete davvero che potremmo credere alla storia delle bombe sui binari di Bologna? Se volete creare una “Ice” italiana, ce l’avete già. E da tanto. Si chiama “Gladio”, e dirige servizi, polizia, carabinieri, magistratura: tutto, insomma. Basta chiamare l’ambasciata di quei terroristi degli U.S.A. e di Tel Aviv, e vedrai che te lo confermeranno. Già che ci sei, domandagli pure se hanno ucciso Falcone e Borsellino. Noi abbiamo già la risposta (e qualche prova/evidenza).
Similia similibus curantur
Come si suol dire in questi casi: "tale padre, tale figlio". Di conseguenza, tale Trump, tale Meloni. Pertanto, tale Bannon, tale Salvini.
Ah, caro Matteo, sei ancora seduto sulle ginocchia di Bannon? Chiedo, sai com’è. Perché, fossi in te, mi preoccuperei. Bannon era molto amico di Epstein. E tu hai sempre detto che i pedofili li avresti castrati.
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Bomba non bomba
La cosa che più fa cadere le braccia è la storia dell’attentato alle ferrovie di Bologna e il tanto sbandierato “pericolo Brigate Rosse”. Ora, a parte il fatto che le BR erano un gruppo di cretini infiltrati, se non creati dal nulla, dal Mossad; un gruppo di antisistema e anti-NATO non farebbe prima a mettere le bombe ai centri studi statunitensi e alle basi NATO, o alle ambasciate di U.S.A. e Israele al posto dei binari? E poi, a Bologna? Ma chi se ne fotte di Bologna?
Invero, sappiamo bene che si tratta di un messaggio che si vuole mandare (o meglio due):
1. Il nuovo e imminente pericolo è il “pericolo rosso”, poiché sono tutti anarchici, terroristi e spie russe; e "blablabla";
2. Tenete a mente “l’alta velocità”, filone di Mafia-Appalti. La stessa “alta velocità” che era la madre di tutte le tangenti e sulla quale stava indagando anche Falcone poco prima di morire (sul tema consigliamo le inchieste de La Voce delle Voci e il libro “Corruzione ad alta velocità” di Provvisionato ed Imposimato).
Conclusioni
Il richiamo al terrorismo "rosso" è una chiara avvisaglia di questi incompetenti al governo, che spingono per realizzare il "golpetto" definitivo a favore dei loro capipedofili e protettori di pedofili filosionisti.
L’Italia è già da anni una dittatura, con una magistratura totalmente corrotta, con servizi segreti deviati e diretti dall’esterno, e con forze di polizia, antimafia e antiterrorismo che ricevono ordini – e dossier – direttamente dalle ambasciate di Israele.
Una resistenza armata non è solo consigliata, ma necessaria, vista la complicità dell’attuale esecutivo e dell’attuale intelligence nel procedere in una guerra genocida ed illegale contro la Palestina, la Russia e il mondo multipolare a sfregio – e sterminio - consapevole del popolo italiano.
Ma ricordate: non è resistenza armata se è il popolo a morire o se sono gli innocenti a perire. A mettere le bombe nelle stazioni, la storia italiana ce lo insegna, sono sempre stati i servizi segreti, e su ordine e per interessi dell’impero sionista e angloamericano. Mai il contrario.
Il nemico, la NATO, è visibile; e si sa benissimo dove colpire, malgrado certi ‘anarchici’ siano un branco di rincoglioniti. I binari e i treni non parlano inglese, non si riuniscono in logge massoniche, non uccidono in nome del sionismo, non compiono rituali sacrificali, e non praticano la pedofilia.
Non giova certo destabilizzare il paese facendo saltare treni e binari. Quindi, cui prodest? Ovviamente, al regime italiano, atlantico e sionista, non alla “resistenza armata”, che tra manifestazioni e pestaggi organizzati è sempre stata infiltrata da agenti provocatori. E lo sarà sempre peggio, visto il numero di “utili idioti”.
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