La storia completa della flotta fantasma (shadow fleet o “ghost fleet”) russa: dall’accelerazione post-incontro Trump-Putin in Alaska al “permesso” del 2026 e il colpo mortale alla City di Londra.**
La flotta fantasma russa esiste dal 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina: è una rete di centinaia di petroliere e LNG carrier vecchi (15-20+ anni), con bandiere di comodo (Panama, Liberia, ecc.), AIS spento, trasferimenti ship-to-ship in alto mare e assicurazioni opache (russe, cinesi o offshore). Serviva a bypassare il price cap G7 e le sanzioni occidentali, trasportando petrolio e gas verso India, Cina e altri paesi non-allineati.
Tre giorni dopo l’incontro Trump-Putin in Alaska (15 agosto 2025)
[L’incontro si è tenuto il 15 agosto 2025 alla Joint Base Elmendorf-Richardson di Anchorage].
Mentre i due leader parlavano (e la conferenza stampa finiva alle 22:22 UTC), esattamente durante e subito dopo il summit, cinque carrier LNG sanzionati della shadow fleet (Iris, Voskhod, Zarya e altri) hanno levato l’ancora o cambiato rotta verso la Cina. Tre di loro si sono mossi nel Barents Sea intorno alle 21:00 UTC, proprio mentre il meeting era in corso.
Fonti dirette (copiabili):
- https://gcaptain.com/from-alaska-with-love-russias-shadow-lng-fleet-set-sail-for-china-as-trump-putin-summit-unfolded/ (18 agosto 2025 – “From Alaska With Love”)
- https://www.asiasentinel.com/p/russia-lng-shadow-fleet-sails-buyers-unknown (27 agosto 2025 – “Ships Sail as Trump, Putin Meet”)
Questo non era un “inizio da zero” del petrolio greggio (le esportazioni erano già a ~3,11 milioni di barili/giorno), ma un **aumento visibile di attività LNG e gas condensate** (progetto Arctic LNG 2 ha caricato il primo tanker quell’anno proprio il 16-17 agosto).
Molti analisti marittimi (TankerTrackers, Bloomberg) hanno parlato di “flurry of activity” e di possibile segnale tacito dal summit: la Russia ha iniziato a produrre e stoccare su navi “arenate” in vista di future opportunità. Non esiste prova pubblica di un accordo segreto Trump-Putin su questo, ma il timing perfetto ha alimentato speculazioni online e nei mercati.
Il “permesso” di Trump nel marzo 2026 e il trasporto massiccio verso India, Cina e altri
Nel marzo 2026, con la guerra USA-Israele contro l’Iran che ha bloccato lo Stretto di Hormuz e fatto schizzare i prezzi del petrolio oltre i 100$/barile, l’amministrazione Trump ha concesso una **licenza temporanea OFAC (General License 134)**:
- 30 giorni (dal 12 marzo all’11 aprile 2026)Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent l’hanno giustificata come misura “temporanea per stabilizzare i mercati energetici”.
- Autorizza la vendita, consegna e scarico di tutto il petrolio russo (greggio e prodotti) già caricato sulle navi prima del 12 marzo 2026
- Vale per **tutti i paesi** (prima era solo per l’India con GL 133), quindi India, Cina, ecc.
- Circa 100-145 milioni di barili “floating” o arenati sono stati sbloccati, generando miliardi extra per Mosca proprio quando i prezzi erano al massimo.
Fonti dirette (copiabili):
- https://www.reuters.com/business/energy/us-issues-new-russia-related-general-license-oil-treasury-website-2026-03-12/
- https://sanctionsnews.bakermckenzie.com/temporary-ofac-general-licenses-authorize-transactions-involving-russian-origin-crude-oil-and-petroleum/
- https://www.washingtonpost.com/business/2026/03/12/russian-oil-sanctions-lifted-iran/
La shadow fleet (che aveva già stoccato quel petrolio dal 2025) ha potuto finalmente muoversi in massa verso Asia, incassando il “jackpot” preparato dopo l’Alaska.
Perché ha fatto incollerire Lloyd’s of London e le compagnie assicurative della City
Prima delle sanzioni, Lloyd’s e i P&I Clubs londinesi assicuravano gran parte del traffico russo (hull, P&I, war risks). Con le sanzioni hanno dovuto ritirarsi: perdita di **miliardi di dollari di premi annui**.
Oggi la shadow fleet usa assicuratori russi, cinesi o opachi (es. compagnie in Guinea, Nuova Zelanda o Russia stessa). Risultato:
- Le ditte londinesi perdono il business “normale”.Report che documentano la frustrazione (copiabili):
- Ma rischiano comunque: se una petroliera vecchia della ghost fleet affonda o causa uno spill (disastri come Prestige/Erika), i fondi IOPC (basati a Londra) potrebbero dover pagare cleanup e danni miliardari senza poter recuperare dai proprietari “fantasma”.
- Durante la crisi Iran 2026, i premi war-risk sono esplosi (1-1,5% del valore nave), ma Lloyd’s non guadagna nulla dalla flotta russa che continua a navigare.
- https://www.lloydslist.com/LL1155677/Shadow-ports-how-cutting-off-Russias-access-to-maritime-trade-could-help-sanctions-have-real-impact
- https://www.reinsurancene.ws/whos-insuring-russias-shadow-fleet/
- https://www.tradewindsnews.com/tankers/russian-insurer-emerges-from-shadows-to-keep-sanctioned-ships-moving/2-1-1943831
Un colpo mortale potenziale per la City di Londra
Questo “accordo di fatto” (timing post-Alaska + waiver Trump 2026) rischia di essere **definitivo**. La shadow fleet, nata per necessità, diventa permanente e ultra-profittevole: trasporta petrolio russo a prezzi alti senza assicurazioni occidentali di qualità, verso mercati asiatici che non rispettano più il price cap. La City perde:
- il controllo del mercato marittimo globale (assicurazioni, finanziamenti, servizi legali);Se la flotta fantasma resta dominante anche dopo la scadenza della licenza, il centro assicurativo mondiale potrebbe evaporare o, per lo meno spostarsi definitivamente verso Asia (Cina, India, Singapore ecc.), erodendo per sempre il dominio storico di Lloyd’s e della City. È un interessante paradosso: Trump, col pretesto di calmierare i prezzi USA durante la crisi Iran, ha dato a Putin (e alla sua flotta fantasma) lo strumento che sta strangolando il cuore finanziario (city di Londra) di quelli che venivano considerati tra i più stretti alleati degli USA. Ma verso cui Trump ha avuto parole di condanna e disprezzo e addirittura di rottura prendendo di mira la Lloyd’s.
- miliardi di revenue ricorrenti;
- esposizione crescente a rischi ambientali e sistemici senza compenso.
Un patto segreto (a medio lungo termine) in Alaska tra USA e Russia? Certo è che il risultato pratico è lo stesso: la ghost fleet russa ha vinto, la City di Londra rischia di perdere il suo ruolo storico nel settore marittimo

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