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| Ursula von der Leyen (Ansa) |
Dopo Bruxelles, anche la Bce conferma: la crescita è asfittica e l’inflazione galoppa. La Commissione però ci invita a consumare meno, quindi a pregiudicare la produzione industriale. Purché si vada avanti col green.
«I primi segnali sono già visibili dalle statistiche». Olli Rehn, governatore della Banca di Finlandia e membro del Consiglio direttivo della Bce, ieri è stato costretto ad ammettere che i dati corroborano l’impressione dell’uomo della strada: l’Europa è messa malissimo.
La crescita nell’area euro, ha registrato il funzionario, è «appena positiva»; l’inflazione galoppa, in media, «al 3%». Tecnicamente, la concomitanza di stagnazione e aumento dei prezzi ha un nome ben preciso: si chiama stagflazione. L’incubo degli anni Settanta. L’istituto di Francoforte aveva auspicato scenari meno foschi, ma lo stallo in Medio Oriente sta peggiorando le prospettive, anche se lo choc energetico - ha riferito il banchiere a Bloomberg - «non è grande» come all’inizio della guerra in Ucraina. Si vede che il secondo tsunami si è abbattuto su una struttura già danneggiata. Si vede che il pantano di Hormuz sta uccidendo un uomo morto.
