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L'evento si configura come un viaggio tra archivi e strategie militari, guidato dalla sapienza editoriale di Sandro Teti, che con la sua casa editrice continua a documentare legami profondi, come quello dei 5.000 partigiani sovietici che combatterono per la libertà d'Italia. Non si tratta solo di storiografia: in un’epoca di informazione superficiale, il saggio di Medinskij costringe a riflettere sulla necessità di ascoltare la prospettiva dell'altro per superare i pregiudizi del presente.
