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domenica 8 marzo 2026

Riapriamo i gasdotti con Mosca o rischiamo il collasso

Ansa
Maurizio Belpietro
Quale sia l’obiettivo di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu è piuttosto evidente: non si fermeranno fino a quando gli ayatollah non alzeranno bandiera bianca.

O perlomeno fino a che i loro eserciti non avranno esaurito le scorte di missili. Altrettanto chiaro è l’obiettivo di ciò che resta del regime iraniano dopo l’uccisione di Khamenenon avendo scampo, proverà a coinvolgere nella guerra altri Paesi dell’area, nella speranza di gettare l’intera regione nel caos. Allo stesso tempo i pasdaran punteranno a vendere cara la pelle, giocando sull’aumento del prezzo del gas e del petrolio per rendere il conflitto costoso e insostenibile nel tempo. È per questo che hanno bloccato lo stretto di Hormuz, al cui imbocco stazionano migliaia di navi.

Detto ciò, se sono chiari sia gli obiettivi che le strategie dei contendenti, per quanto riguarda l’Europa si procede speditamente nel buio più fitto. Ursula von der Leyen si è presa il weekend per pensare, trascorso il quale non pare però aver ottenuto granché dalla riflessione. A parte generiche dichiarazioni, che sono state sovrastate da quelle dei leader dei singoli Paesi (vedi Macron), non sembra infatti avere alcuna strategia per affrontare la crisi. Lasciamo perdere il coinvolgimento diretto nel conflitto, con i droni di Teheran che hanno colpito una base aerea nella parte meridionale di Cipro. L’isola, oltre a far parte della Ue, dal primo gennaio ricopre la presidenza del Consiglio dell’Unione. Dunque, il bombardamento porterebbe a un coinvolgimento diretto dell’Europa, ma la baronessa che governa Bruxelles ha preferito far finta di niente.

giovedì 21 settembre 2023

Il momento dell’11 settembre in Germania: questo atto di terrore economico cambierà il futuro dell’Europa

(Sx) Foto satellitare del metano che scorre dai gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 danneggiati vicino a Danimarca e Svezia; (Dx) Foto satellitare dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 a New York, USA. © ESA/NASA
Russian Market è un progetto di un blogger finanziario, giornalista svizzero e commentatore politico con sede a Zurigo. Seguitelo su X @runews
La distruzione dei gasdotti Nord Stream, a lungo considerati un simbolo di sicurezza energetica per la potenza economica europea, è diventata il catalizzatore di una grave crisi

Per anni, i gasdotti Nord Stream hanno simboleggiato la stabilità energetica per la più grande economia europea. Le industrie, le famiglie e il motore economico della Germania hanno fatto molto affidamento sul flusso ininterrotto di gas russo. Tuttavia, da un giorno all’altro, un’improvvisa e audace interruzione di questa vitale fornitura di energia ha provocato onde d’urto in tutta la Germania, lasciandola esposta e vulnerabile.

venerdì 3 marzo 2023

Lavrov: Mosca non permetterà all'Occidente di "far saltare in aria" nuovamente i gasdotti russi

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.Dispensa / Ministero degli Esteri russo / AFP
di actualidad
Il ministro degli Esteri russo ha osservato che il Paese si affiderà a partner affidabili nella politica energetica, tra cui Cina e India, ma non l'Occidente.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato venerdì che Mosca non permetterà all'Occidente di "far saltare in aria" nuovamente i gasdotti russi.

Il ministro degli Esteri ha osservato che la Russia si affiderà a "partner affidabili" nella politica energetica , tra cui Cina e India, ma non l'Occidente. "Non ci fideremo più di nessun 'partner' occidentale, non permetteremo che i gasdotti vengano nuovamente fatti saltare in aria", ha detto Lavrov alla conferenza Raisina Dialogue a Nuova Delhi.

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