Per finanziare lo sforzo bellico a favore del riarmo e della guerra sempre più imminente contro la Russia, all’ultimo vertice NATO di Ankara è stata presa la decisione definitiva di costituire una banca ad hoc, ‘Defence Security and Resilience Bank’ (DSBR).
L’iniziativa, che covava da molti mesi sotto la cenere, è passata praticamente inosservata tra i media. Eppure si tratta di una ‘roba’ da non poco, soprattutto perché costituisce un primo, concreto passo verso l’adesione dell’Ucraina non all’UE, come si è più volte detto e lo stesso Cremlino avrebbe quasi quasi accettato: ma all’Alleanza Atlantica, cosa ben diversa e che rischia di far saltare ogni equilibrio e costituire un vero motivo per un prossimo, devastante conflitto. E’ ben noto, infatti, che una eventuale adesione dell’Ucraina alla NATO sposterebbe totalmente gli equilibri geopolitici e sarebbe, giustamente, vista come una minaccia dal Cremlino, che ha tante volte denunciato le sempre più invasive espansioni della NATO ad est, come documentammo in un reportage messo in rete dalla Voce a poche ore dall’inizio del conflitto. Era infatti del 23 febbraio 2022
Ciò – incredibile ma vero – sta accadendo sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno dica una parola: attraverso la creazione di una semplice banca, l’anonima DSBR, il nuovo cavallo di Troia che fa ingresso – quatto quattro – nel mercato finanziario internazionale.
Il suo decollo è già previsto tra pochi mesi, inizio 2027 e si conoscono i nomi dei paesi promotori, 9 per la precisione: Canada, Albania, Belgio, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Romania, Turchia e Ucraina. Il nome bollente, of course, è quello dell’Ucraina, per gli evidenti motivi prima esposti. Il quartier generale e sede principale sarà in Canada, mentre la base europea si troverà in Lussemburgo.
L’autorevole ‘Financial Times’ ha appena ospitato un lungo editoriale firmato dai due protagonisti dell’iniziativa, il premier canadese Mark Carney e quello lussemburghese Luc Frieden.
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| Mark Carney |
Scorriamo i passaggi salienti dell’intervento, che danno il senso della per certi versi ‘esplosiva’ iniziativa passata quasi inosservata, una vera bomba ad orologeria. Si tratta di un Istituto di credito incaricato, “in risposta all’invasione illegale dell’Ucraina ad opera della Russia, di porre i paesi dell’Alleanza Atlantica nelle condizioni di consolidare la propria capacità di deterrenza”.
Ciò richiede “una solida basa finanziaria ed economica “. I paesi membri della Nato, sottolineano i due firmatari, si sono impegnati ad incrementare i bilanci della difesa, nell’ambito di uno sforzo finanziario quantificato “in oltre 850 miliardi di spesa annua aggiuntiva in tutta l’Alleanza Atlantica”. Il modello d’ispirazione – illustrano – è quello della Banca Mondiale e della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, regolate da un meccanismo di funzionamento che vincola le nazioni aderenti a fornire capitali sia ‘versati’ che ‘richiamabili’.
Il primo tipo di capitale ‘versato’ viene erogato al momento dell’adesione ed è contabilizzato nel debito pubblico, ma non nel deficit di bilancio, “agevolando – scrivono i due – i paesi membri della Nato a conseguire ugualmente l’obiettivo di spesa per la difesa pari al 5 per cento del Pil entro il 2030”. Incredibile ma vero: due premier di quel ‘calibro’ invitano i paesi Nato a truffare i contribuenti dei loro paesi, non solo già taglieggiati con il carico di spese militari certo non volute e sottratte a welfare (o quel poco che ne resta), ma ora ri-taglieggiati con una spesa militare bis pro banca Nato! Facce di bronzo e guerrafondai all’ennesima potenza!!
I quali hanno il coraggio di aggiungere dettagli sul ‘capitale richiamabile’: che “assumerebbe la forma di garanzie necessarie all’ottenimento di rating ottimali”. E argomentano ancora che la base industriale dei paesi Nato, oggi, non risulta adeguata al compito, perché molte imprese che si occupano della strategica ‘difesa’ hanno non pochi problemi di liquidità e accesso al credito, fattori che ne limitano le possibilità di aumentare i livelli produttivi.
Ed ecco che può intervenire la manina miracolosa di DSRB. Che “apporterebbe un contributo fondamentale a risolvere questo problema, attraverso l’emissione di garanzie sui prestiti in grado di ridurre i rischi per il settore privato e una efficace allocazione di capitali aggiuntivi, a tutto beneficio della filiera militare senza ridurre la spesa fiscale dei paesi membri dell’Alleanza Atlantica”. Capito come funzione ‘O Sistema NATO? Proseguono i due come un carrarmato: “L’adesione alla banca al momento della sua fondazione rappresenta un segnale inequivocabile di coesione tra alleati che mirano ad amplificare la loro forza collettiva.
I membri fondatori avranno la possibilità di plasmare la governance e le norme della banca. Nonché di definire le sue modalità operative iniziali”. Ecco l’affondo finale firmato dai due premier: “Insieme trasformeremo le garanzie finanziarie in garanzie di sicurezza e la finanza in deterrenza.
Attraverso una banca della NATO, cioè, i Paesi membri avranno modo di coordinare i propri sforzi finanziari, e finanziare iniziative volte a colmare lacune critiche, come la modernizzazione delle infrastrutture a duplice uso”. Militare e civile, of course. E ancora: “La nuova banca Nato, inoltre, può rappresentare una concreta alternativa per le nazioni e le regioni che si rivolgono a banche e istituti di credito legati ai concorrenti Nato, come Cina e Russia”.
Evidente il riferimento ai BRICS, la grande struttura creata quasi 20 anni fa per iniziativa di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, alla quale hanno aderito nel corso del tempo vari altri paesi, un tempo detti in via di sviluppo. Oggi rappresenta oltre il 40 per cento del PIL mondiale ed è dotata della ‘New Development Bank’ guidata da Dilma Rousseff, ex presidente del Brasile: la banca finanzia e supporta le molteplici iniziative sul fronte della cooperazione tra i paesi aderenti. Un ‘modello’ che spaventa e non poco gli Usa & Nato, che adesso cerca di correre ai ripari.
La Voce ha più volte scritto dei BRICS: basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare BRICS per ritrovarli.
Fonte: https://www.lavocedellevoci.it/2026/07/15/nato-fonda-la-sua-banca-armata/
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