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giovedì 2 novembre 2023

L'opposizione attacca il primo ministro italiano per l'appello dei comici russi

Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni durante un vertice a Bletchley, in Inghilterra. © Leon Neal/Getty Images
RtNews
Il fallimento di Giorgia Meloni è stata una “gaffe planetaria” e un'umiliazione nazionale, dicono i critici. Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha deluso la sua nazione facendosi indurre a discutere questioni di sicurezza nazionale da una coppia di comici russi, hanno affermato i politici dei partiti di opposizione.

Giuseppe Conte del Movimento Cinque Stelle, che ha ricoperto il ruolo di premier italiano dal 2018 al 2021, ha bollato l’accaduto come una “gaffe planetaria”. La Meloni ha rivelato ai comici russi Vovan e Lexus cose che non aveva mai detto agli italiani, ha sottolineato, in un post di rimprovero sui social media mercoledì, dopo che il nastro è stato reso pubblico.

mercoledì 21 luglio 2021

I LEADER DEL RANCORE



Antonio Socci

Era il 29 giugno quando Beppe Grillo pronunciò il suo durissimo giudizio su Giuseppe Conte: non può risolvere i problemi perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione.

Due settimane dopo è arrivato il patto della spigola che però non ha cancellato quelle parole, le ha solo messe nel congelatore.

Al momento, Conte – per prendere il controllo completo del M5S – non può permettersi di mostrarsi risentito con Grillo, perché domina un altro e più importante risentimento: quello verso Draghi (reo di aver preso il suo posto a Palazzo Chigi) e verso Renzi (reo di averlo sfiduciato).

Del resto pochi credono alla “pace di Bibbona”. Come riferisce Emilio Pucci sul “Messaggero”, un big grillino dice: “Il fondatore M5s non si farà mettere all’angolo, è evidente che lo sta mandando avanti per poi farlo bruciare”.

E cosa può “bruciare” Conte? Cosa lo muove? Non una particolare idea del Paese – perché ha mostrato di essere pronto a indossare disinvoltamente le idee più diverse – ma appunto il risentimento.

Il risentimento del potere perduto” (Minzolini) è il rancore di chi ritiene di essere stato privato ingiustamente del suo ruolo. E cosa produce?

Secondo il filosofo Max Scheler: “L’esito principale del configurarsi del risentimento è l’impulso di vendetta. In effetti Conte ci pensa.

Già venerdì si è visto il primo sgambetto al governo Draghi che è andato in minoranza in Commissione Ambiente sul decreto “Semplificazioni” per un blitz grillino: “l’imboscata” scrive il Foglio “è stata coordinata dall’asse contiano del M5S… l’ecologismo diventa insieme alla giustizia l’epicentro del malessere grillino su cui Giuseppe Conte potrebbe far leva per alimentare la sua escalation contro il governo”.

In effetti sabato Conte ha lanciato un avvertimento a Draghi su riforma della giustizia e reddito di cittadinanza (si dice che potrà rompere con questo esecutivo).

Per il blitz in Commissione Ambiente i contiani hanno avuto il voto del Pd. D’altronde Letta è deciso a puntare ancora sul M5S. Si stenta a capirne le ragioni politiche. Ma c’è un aspetto umano che accomuna Conte e Letta ed è proprio il risentimento.

È questo il vero cemento impolitico della coalizione giallorossa nella versione Conte-Letta? È il rancore che prevale sulla linea politica, sul realismo, sulla stabilità del governo e sulla consapevolezza dei problemi del Paese?

Quello di Letta è un rancore inestinguibile verso Renzi (reo di avergli soffiato Palazzo Chigi e averlo immortalato davanti al mondo con l’”Enrico, stai sereno”) e verso Salvini nei confronti del quale Letta non ha un rancore personale, ma fomenta quello della sua parte politica che ha sempre bisogno di un Nemico e che è sempre vissuta di demonizzazione dell’avversario.

Un democristiano di lungo corso come Pier Ferdinando Casini, quando Letta è stato chiamato alla segreteria del Pd, nel marzo scorso, disse: Se mi sento di dare un consiglio a Enrico Letta? Metta da parte ogni risentimento, e lo faccia davvero.

Mai consiglio fu più ignorato. Basti vedere la strategia di Letta sul Ddl Zan: pur di non darla vinta a Renzi e a Salvini (che continuano a proporgli di correggere degli articoli) rischia di andare a sbattere.

Non ascolta nemmeno le voci interne al Pd, come il capogruppo al Senato Andrea Marcucci che lo mette in guardia dal “muro contro muro”. Letta non sente ragioni: va addirittura contro il Papa.

Il risentimento di Letta verso Renzi peraltro è ben documentato nei suoi libri recenti, dove si possono leggere passi così: “vaffa, rottamazione, ruspa. Tre parole, tre progetti politici a declinarle, tre leader forti a incarnarle: Beppe Grillo, Matteo Renzi, Matteo Salvini. Uomini dai percorsi e dai profili molto diversi, eppure accomunati da un tratto ben chiaro: tutti e tre si sono serviti dell’idea della distruzione dell’avversario per farsi largo e raggiungere il potere”.

Parole francamente esagerate, ingiuste e poco serene. Anche perché quei tre leader (Grillo, Renzi e Salvini) hanno saputo, per esempio, andare oltre le liti del passato e i reciproci rancori, facendo politica. Letta e Conte no.

Forse, per “stare sereni”, converrebbe a Letta e a Conte meditare le parole di Nietzsche riproposte dal card. Gianfranco Ravasi: Nulla sulla terra consuma un uomo più rapidamente che la passione atroce del risentimento.


martedì 13 ottobre 2020

Governo dell'inquisizione controlli sulle feste in casa. Le nuove restrizioni sono un delirio

Di La Verità

Sa Defenza 

Mascherine in casa e scure sulle feste.

  • Governo dell’inquisizione controlli sulle feste in casa. coperture indossate con i non conviventi, «raccomandazione» per i party con un massimo di sei persone Valutato lo stop alle gite scolastiche, tagli alle nozze, locali chiusi alle 24 e «divieto di sosta» fuori dalle 21

Governo dell’inquisizione controlli sulle feste in casa.

«Se proprio questa curva dovesse continuare a risalire prevedo qualche lockdown molto circoscritto territorialmente, ma non siamo più nella condizione di intervenire in modo generalizzato sul territorio nazionale o su ampie aree del territorio»: Giuseppe Conte esclude l’ipotesi di un nuovo lockdown nazionale, e ci mancherebbe altro, con un’economia italiana già in ginocchio. La giornata di ieri, in attesa del varo del nuovo Dpcm sul coronavirus, trascorre tra una riunione e una indiscrezione, una smentita e una smentita della smentita.

Il premier Conte riunisce intorno alle 18, in videoconferenza, la cabina di regia tra governo, Regioni, Province e Comuni, insieme ai ministri agli Affari regionali, Francesco Boccia, e alla Salute, Roberto Speranza, prima di incontrare di nuovo il Comitato tecnico scientifico e poi i capi delegazione dei partiti di maggioranza (le Regioni avrebbero chiesto al governo 24 ore per visionare e ragionare sul nuovo Dpcm).

I pilastri fondamentali della strategia di contrasto alla seconda ondata saranno, per ora, l’obbligo della mascherina anche all’aperto per l’intera giornata, tranne per chi si dedica al jogging e al footing; la chiusura di bar, pub e ristoranti alle 24 e lo stop della vendita delle bevande da asporto alle 21 per evitare assembramenti in piedi all’esterno dei locali; la chiusura alle 21 dei locali senza servizio al tavolo; la spinta allo smart working; un tetto massimo 30 invitati per quel che riguarda le feste per matrimoni, battesimi, prime comunioni e cresime; lo stop agli sport amatoriali da contatto come calcetto, basket e pallavolo, ma non per quel che riguarda i campionati agonistici.

I limiti alle feste e agli incontri conviviali nelle abitazioni private fanno discutere. «Proveremo a incidere», ha spiegato a Che tempo che fa il ministro della Salute, Speranza, «su alcuni pezzi della vita delle persone che consideriamo non essenziali. Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo possono essere evitate». Ok, e chi controlla se qualcuno organizza una festicciola in casa propria per la comunione di sua figlia? «Quando c’è una norma», ha risposto Speranza, «questa va rispettata e gli italiani hanno dimostrato di non aver bisogno di un carabiniere o di un poliziotto a controllarli personalmente. Ma è chiaro che aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni». Avete letto bene: le segnalazioni.

Eppure l’articolo 14 della Costituzione, che non ci risulta sia stato ancora abrogato, recita così: «Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale». Per sgominare gli spacciatori di fette di torta ci vuole un mandato di un giudice, non basta (per fortuna) la telefonata della vicina. «Gli accertamenti e le ispezioni», prosegue l’articolo 14 della Carta, «per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali».

Considerato che un Dpcm non è una legge speciale, come può essere ad esempio una norma antiterrorismo, questa follia delle «spiate» non farà altro che ingolfare i centralini delle forze dell’ordine, che di cose serie da fare, ne hanno già in sovrabbondanza. «Nel Dpcm», ha aggiunto Conte, «inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private in presenze di persone non conviventi.

Vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina». Il concetto di «ricevere persone non conviventi» andrebbe studiato in filosofia teoretica: se sono conviventi, come fanno e essere ricevute in casa? Non si sa: quello che si sa è che il governo sembra in preda alla confusione più totale, tanto più che ieri sera è circolata pure l’ipotesi di limitare a sei il numero di persone ammesse alle feste in casa, attraverso una «raccomandazione», sostanzialmente una moral suasion.

Non c’è pace neanche per la scuola. Ieri è emersa l’ipotesi di dire stop a gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi. E nel confronto con le Regioni si è anche parlato di prevedere la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. E vogliamo parlare delle cerimonie, dai matrimoni ai battesimi? Il tetto di partecipanti previsto è di 30 persone: in alcune zone d’Italia, questa cifra si raggiunge soltanto tra fotografi, truccatori e parrucchieri.

Limitare la partecipazione a un matrimonio a 30 persone significa far morire letteralmente di fame ristoratori, wedding planner, servizi di catering, proprietari di ville adibite a sala cerimonie. Come prevede il governo di ristorare i ristoratori? Emettendo Conte-bond? Follia totale, così come folle è ridurre sul lastrico i gestori dei campi di calcetto, mentre si lascia tranquillamente che i mezzi pubblici siano affollati come sempre. Infine, un accenno alle smentite sulle ipotesi in circolazione che ieri sono piovute dall’ufficio stampa della Presidenza del consiglio. Ipotesi messe in circolazione, naturalmente, dagli stessi ministri. Altro che «fake news», qui l’unica cosa «fake» è proprio il governo giallorosso.


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martedì 12 maggio 2020

CREPE CHE SGRETOLANO LE MENZOGNE SUL COVID19

CREPE CHE SGRETOLANO LE MENZOGNE SUL COVID19

Sa Defenza  


Ravanusa la sconvolgente aggressione, di CC e operatori sanitari, a Dario Musso 

Potremmo scoprire a breve che la mortalità relativa a molte patologie è aumentata proprio a causa dell'"emergenza". Un'emergenza gestita, con imperizia e supponenza, più con finalità politiche ed economiche che mediche. Il panico che si è venuto a creare ha ritardato l'accesso al Pronto Soccorso e per molti malati ha significato non arrivare in tempo alle cure dovute… e non è certo stato di aiuto ai pazienti con coronavirus a causa di diagnosi frettolose e conseguenti terapie inadeguate, come si sta evidenziando attualmente da parte degli esperti che non si sono accodati alla tecnocrazia sanitaria governativa… un’evidenza che non risulta, ovviamente, nei media mainstream…

Dmitry Orlov si chiede " Perché chiudere l'economia globale a causa di un virus non particolarmente pericoloso, responsabile solo dell'1% dei decessi di quest'anno, che ha colpito solo lo 0,04% della popolazione e ne ha ucciso solo lo 0,0028%"..."Perché dire alla gente di rimanere in casa quando la mancanza di luce solare, di esercizio fisico e l'esposizione ad un'ampia varietà di antigeni porta all'indebolimento del sistema immunitario e a maggiori tassi di infezione ? " 1

Negli Stati Uniti, una qualche reazione alle farfanterie apocalittiche di Anthony Fauci sul Covid 19 è apparsa sull'autorevole New York Times che esalta la Svezia per la strategia sanitaria rivolta sulle fasce a rischio, con un numero di decessi inferiori a quelli di una comune influenza, nonostante minime restrizioni con apertura di ristoranti, cinema, teatri e soprattutto scuole...
Nello stesso mese di aprile le statistiche Usa evidenziano che i morti per coronavirus o più precisamente con coronavirus sono minori di quelli registrati per sindrome influenzale nella stagione 2017-18 (come, del resto, anche in Italia). Ricordo che Fauci, princeps della sanità Usa fin dai tempi di Reagan aveva profetizzato diverse centinaia di migliaia di morti, tanto che Donald Trump affermò che sarebbe stata una grande vittoria per gli States se i decessi fossero stati contenuti nel numero di 100.000.

Se in Italia registriamo a Ravanusa un episodio delirante, in sintonia con l'aura di fanatismo collettivo che ha colpito ampi strati della popolazione (anche quella progressista e di sinistra) con un TSO 2) inflitto ad un giovane che, con il megafono, gridava la sua opinione contro la pericolosità del virus, a dimostrare che si attenta alla libertà di opinione, con i mezzi più subdoli, con l'indifferenza della grande stampa di "opinione" che, sul caso Dario Musso,
sarebbe dovuta "insorgere", è anche vero che vanno menzionate le parole del virologo Fabrizio Pregliasco che asserisce che non si sa quanto i morti di Bergamo siano dovuti al Covid 19 perché, data l'emergenza, non è stato possibile accertarlo. 3) Ma i media, e con essi, intellettuali di regime, di opposizione e di sedicente sinistra, hanno abboccato all'amo e si sono resi amplificatori della strage da covid, grave responsabilità che ha trasformato tanti cittadini in tanti custodi "responsabili" dei diktat governativi, fautori accaniti delle restrizioni anticostituzionali, divenuti più realisti del re (in questo caso sua maestà Giuseppe Conte, dimostratosi più cauto rispetto a molti ciarlatani)

Ma ciò che va gridato è il fatto che in questo caos si stanno registrando mancanza di cure, di controlli, di analisi, di diagnosi precoci... per altre patologie (cardiovascolari, oncologiche...) a causa dell'emergenza Covid. "Il presidente della Società italiana di cardiologia, Ciro Indolfi, ha lanciato l’allarme: la mortalità per infarto è triplicata passando dal 4.1% al 13.7% a causa della mancanza di cure (la riduzione dei ricoveri è stata del 60%) o dei ritardi (i tempi sono aumentati del 39%)... L’attenzione della sanità su Covid-19 e la paura del contagio rischiano di vanificare i risultati ottenuti in Italia con le terapie più innovative per l’infarto e gli sforzi per la prevenzione degli ultimi 20 anni. L’organizzazione degli Ospedali e del 118 in questa fase è stata dedicata quasi esclusivamente al Covid-19 e molti reparti cardiologici sono stati utilizzati per i malati infettivi." 4).



Per molte altre patologie il discorso non cambia. Per i malati oncologici (tra i quali il sottoscritto) si calcola che almeno il 20% ha dovuto saltare controlli, analisi, interventi per motivi analoghi a quelli descritti dal Presidente della società italiana di cardiologia. Panico, caos, attrezzature e dispositivi inadeguati, scarsità di personale medico ed infermieristico le cause primarie di una strage che ha interessato malati di Covid 19 e tutti coloro che avevano urgente bisogno dell’intervento medico


NOTE

1) Dmitry Orlov cluborlov.blogspot.com Comedonchisciotte “Dissonanza cognitiva” 1/5/20
2) Con trattamento sanitario obbligatorio si intendono procedure sanitarie normate e con specifiche tutele, in genere di legge, che possono essere applicate in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffra di una grave patologia psichiatrica non altrimenti gestibile, a tutela della sua salute e sicurezza e/o della salute pubblica. Definizione tratta da Wikipedia
3) Ilsimplicissimus “Vendita straordinaria virus” 6/05/20
4) Ilsimplicissimus “Strage silenziosa” 10/05/20

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https://sadefenza.blogspot.com/2020/05/crepe-che-sgretolano-le-menzogne-sul.html

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mercoledì 16 gennaio 2019

DOVE ARRIVERA’ ZIO PEPPUCCIO, IL RENZIANO-PRODIANO CHE GUIDA IL GOVERNO GIALLOVERDE

DOVE ARRIVERA’ ZIO PEPPUCCIO, IL RENZIANO-PRODIANO CHE GUIDA IL GOVERNO GIALLOVERDE


Antonio Socci
Sa Defenza 


La porta di Palazzo Chigi si aprì e non entrò nessuno: era Giuseppe Conte. Così – parafrasando Fortebraccio – si potrebbe sintetizzare la narrazione dei media sull’arrivo alla presidenza del Consiglio dell’attuale premier.

È letteralmente balzato fuori dall’anonimato, da un giorno all’altro, come un coniglio dal cilindro del mago, senza aver fatto nulla che potesse caratterizzarlo in qualche modo (come docente universitario era poco conosciuto perfino a Firenze dove insegnava).

Essendo stato scelto proprio per una neutra mediazione fra M5S e Lega, sembrava un uomo senza passato, senza idee e senza identità. Ma non senza qualità. Perché – bisogna riconoscerlo – nessuno aveva capito il personaggio e quello che avrebbe fatto. Era stato del tutto sottovalutato.

Per alcuni mesi infatti è stato rappresentato (e pure spernacchiato) come il vaso di coccio fra i due vasi di ferro (Salvini e Di Maio), come l’incolore riempitivo dell’esecutivo gialloverde. Come lo zero che – nella previsione del deficit del DEF, quella approvata dalla UE – si è frapposto fra il 2 e il 4. Una specie di lubrificante, destinato solo a diminuire gli attriti.


CONTE ZIO

Era il perfetto Conte Ziodei Promessi sposi, come aveva acutamente intuito Marcello Veneziani. E infatti si adattava perfettamente alla sua attività di premier, la descrizione manzoniana di quel personaggio: Sopire, troncare, troncare, sopire” perché “quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagatella, e vanno avanti, vanno avanti…”.

A confronto delle dichiarazioni dirompenti dei due vicepremier,  il Conte Zio praticava – per riprendere il Manzoni – un parlare ambiguo, un tacere significativo, un restare a mezzo, uno stringer d’occhi che esprimeva: non posso parlare.

Nella compagine governativa gialloverde, dava l’impressione di essere – ricorro ancora ai Promessi sposi – “come quelle scatole che si vedono ancora in qualche bottega di speziale, con su certe parole arabe, e dentro non c’è nulla; ma servono a mantenere il credito alla bottega”.


ZIO PEPPINO

Si era autodefinito Avvocato del popolo”, ma questa bellicosa espressione di sapore rivoluzionario era immediatamente neutralizzata dalla sua antropologia forlaniana.

In effetti la sua bonomia democristiana, la mitezza, l’eleganza, la gentilezza dei modi sono parsi molto rassicuranti e lo hanno fatto crescere sempre più negli indici di popolarità.

Quello che doveva essere l’Avvocato del popolo è diventato lo Zio degli italiani. Zio Peppino, l’affabile zio avvocato che fa sempre comodo in famiglia.

Tuttavia, pian piano, si è creato uno spazio politico rilevantissimo perché il momento storico vede la contrapposizione fra il governo e le élite (l’establishment).

Così la mediazione da metodo è diventata Conte-nuto ed è emersa la cifra democristiana del premier. O meglio (ribadisco): forlaniana. Il coniglio uscito dal cilindro è diventato un coniglio mannaro.

Fu appunto Arnaldo Forlani, valente leader dc, a vedersi affibbiata per primo, da Gianfranco Piazzesi, questa definizione bacchelliana – tratta dal “Mulino del Po” – che allude all’astuzia politica e alle capacità che possono celarsi dentro un carattere mite.


LA SVOLTA

La trasformazione di Conte, da Peppiniello nostro a statista forlaniano, si è appalesata nella drammatica trattativa con la Commissione europea sul DEF che ha condotto in prima persona e che al tempo stesso gli ha permesso di conseguire un successo storico(dal momento che tutti prospettavano uno scontro dirompente fra Roma e Bruxelles) e di accreditarsi – presso la nomenklatura della Ue– come l’unico vero interlocutore del governo italiano.

L’operazione gli ha permesso anche di guadagnarsi definitivamente la fiducia del presidente Mattarella.

Conte – che si è costruita una sua tela di rapporti personali a livello internazionale, in particolare con Trump e la Merkel– si è fatto ricevere in udienza privata pure da Papa Francesco, il 15 dicembre, probabilmente esibendo non solo la sua fede cattolica (cosa che a Bergoglio interessa molto relativamente), ma soprattutto la sua provenienza giovanile da quella Villa Nazarethche è stata il punto d’incontro della potente corrente cattoprogressista vaticana e anche di “cattolici democratici” come Prodi, Scalfaro, Scoppola, Leopoldo Elia e lo stesso Mattarella (da lì viene anche l’attuale Segretario di Stato vaticano, Parolin).


L’ANTI SALVINI

Cosa si siano detti Conte e Bergoglio in quel colloquio non è dato sapere. Fatto sta che a pochi giorni di distanza, il presidente del Consiglio – sul caso dei 49 migranti, che tanto interessava al papa – ha preso la clamorosa posizione che sappiamo, pubblicamente  contrapposta a Matteo Salvinise non li faremo sbarcare li vado a prendere io con l’aereo

Poi si è addirittura intestato la “soluzione” di questo caso (la ripartizione dei migranti), ancora una volta in accordo con la UE.

D’improvviso si è materializzato un Conte imprevisto, un vero “anti Salvini, capace di batterlo sul terreno dove il vicepremier da sempre trionfa (quello dell’emigrazione).
Era inevitabile che in questa veste Conte raccogliesse simpatie a Sinistra.

Di sicuro ha catalizzato l’interesse degli ambienti catto-vaticani in cerca di rappresentanza nella crociata migrazionista anti-Salvini.

A questo punto d’improvviso tutti si sono accorti che Conte da comparsa era diventato un protagonista. Con quali prospettive? Il suo passato sembrava incolore. Ma lo era davvero?


PRODIANO/RENZIANO

L’antica collaborazione col suo famoso maestro Guido Alpa non lo caratterizzava politicamente. Gli erano state attribuite, per il passato prossimo, vaghe simpatie renziane e un’amicizia con la Boschi, ma anche questo non sembrava una cosa significativa.

Poi lui stesso ha rivelato di aver votato per l’Ulivo di Prodi e Pd fino al 2013”
Renzi ha sarcasticamente fatto sapere: “Conte me lo ricordo, quando ci mandava i messaggini tutto contento e entusiasta delle riforme che facevamo, della Buona Scuola, del referendum…”.

In sostanza, quel Conte che sembrava senza identità, si rivela invece il classico moderato, catto-progressista, di area PD, che probabilmente non era proprio del tutto sconosciuto – anche al Quirinale – quando Mattarella gli ha dato l’incarico di formare il nuovo governo.

Certo, il fatto che per la guida del loro primo governo i rivoluzionari” grillini abbiano scelto un democristiano, di area Pd, strappa più di un sorriso. Ma la cosa non va letta con ironia. E’ un fatto emblematico che spiega molte cose.

Renzi, dopo aver ricordato quei precedenti di Conte, lo ha polemicamente pizzicato aggiungendo: “A suo tempo, nel 2015, aveva tutta un’altra posizione sullo sforzo riformatore del Governo Renzi. È legittimo cambiare idea, specie se ti offrono incarichi importanti. Io penso che le idee valgano più delle poltrone”.

Ma siamo proprio sicuri che il Conte prodian-renziano abbia avuto un’improvvisa folgorazione grillina sulla via (non di Damasco, ma) di Palazzo Chigi?

E se – diversamente da quanto pensa Renzi – Conte in realtà rappresentasse proprio una soluzione “istituzionaleper disinnescare e, alla fine, normalizzazione” il M5S
Fabio Martini, sulla “Stampa, ha scritto che Mattarella “probabilmente avrebbe gradito che il Pd entrasse a far parte di una maggioranza incardinata sui Cinque Stelle con Conte premier”.

A quel tempo fu proprio Renzi a mettersi di traverso. Ma se con i nuovi assetti del Pd, ridimensionato Renzi, per una crisi dell’attuale governo si ripresentasse questo scenario, non sarebbe proprio Conte il più adatto ad assumere la guida di un nuovo esecutivo M5S-PD, benedetto da Mattarella, da Bergoglio e dalla UE?

Non è detto che ciò accada. Ma le prospettive politiche che si aprono davanti a Conte sono anche altre. E lo potrebbero “consacrare” definitivamente come il vero anti-Salvini.

Come il Prodi del XXI secolo. I conti in Italia non tornano mai, ma Conte sì, tornerà.


Antonio Socci
Da “Libero”, 13 gennaio 2019

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https://sadefenza.blogspot.com/2019/01/dove-arrivera-zio-peppuccio-il-renziano.html



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