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sabato 4 luglio 2026

L'azienda israeliana di sicurezza informatica BlackCore è accusata di interferenze nelle elezioni in diversi continenti.

di Willow Tohi,
  • L'agenzia francese di disinformazione Viginum ha accusato la società israeliana di cybercriminalità BlackCore di aver interferito nelle elezioni municipali in Francia, a New York, in Scozia, in Angola e in Togo.

  • BlackCore avrebbe preso di mira candidati politici filo-palestinesi, tra cui il sindaco di New York Zohran Mamdani e il primo ministro scozzese John Swinney.

  • Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha formalmente richiesto chiarimenti a Israele in merito alle operazioni di BlackCore.

  • BlackCore si descriveva come una "società d'élite nel settore dell'influenza, della sicurezza informatica e della tecnologia" prima di rimuovere la propria presenza online in seguito alle critiche dei media.

  • Le accuse giungono in un contesto di deterioramento delle relazioni tra Francia e Israele a causa delle operazioni militari israeliane in Libano e a Gaza.

giovedì 19 febbraio 2026

L'interferenza dell'UE nelle elezioni europee

Gianfranco Amato

La Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha redatto un'inflessibile accusa contro la Commissione Europea, colpevole di aver orchestrato una "campagna decennale" per censurare il dibattito politico a livello globale, incluso il suolo americano. Il voluminoso rapporto – composto da centosessanta pagine – porta un titolo che non lascia spazio a dubbi: La minaccia della censura straniera .

La conclusione del documento appare chiara: nell'ultimo decennio l'Unione Europea "ha esercitato con successo pressioni sulle principali piattaforme di social media affinché modificassero le loro regole globali di moderazione dei contenuti, danneggiando direttamente la libertà di espressione online degli americani negli Stati Uniti". Il rapporto sopra menzionato afferma, in particolare, che i funzionari della Commissione Europea hanno tenuto oltre un centinaio di "riunioni a porte chiuse" con i responsabili delle piattaforme social dal 2020 "in cui le autorità di regolamentazione hanno avuto l'opportunità di fare pressione sulle piattaforme affinché censurassero i contenuti in modo più rigoroso".

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