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Il primo caldo quasi ferragostano può dare alla testa.
E’ appena successo al ministro della Giustizia (sic) CARLO NORDIO, il quale nel Giorno della Memoria per la strage di Capaci ha osato paragonarsi a Giovanni Falcone.
Leggiamo le sue farneticanti parole, pronunciate al ‘Museo del Presente’ di Rende, in provincia di Cosenza, anche davanti a molti studenti, letteralmente sbigottiti.
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| Il Museo del Presente. Sopra, Carlo Nordio |
“Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone (da notare l’elegante posizionamento dei nomi, ndr) abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini”.
Ha fatto semplicemente notare, un paio d’ore dopo, il fratello della moglie di Falcone, Alfredo Morvillo: “Giovanni non avrebbe gradito essere al servizio del ministro di turno”. Lapidario al punto giusto.
NORDIO E LE BIERRE
Qualche notazione è d’obbligo, soprattutto per il rispetto della Memoria e della Verità dei fatti Storici.
Ha ben poco da vantarsi, il Guardasigilli di questo governo SFASCISTA che continua a combinarne ogni giorno di tutti i colori (NERO quello prediletto, of course), di quella lontana esperienza in toga a caccia dei brigatisti.
Ne vogliamo dire solo una: come ha fatto, potendo contare sulla sua leggendaria esperienza di inquirente a tutto tondo, a non accorgersi che le Brigate Rosse erano infiltrate fino al midollo dai nostri Servizi Segreti? Come mai nessuna sua illuminata indagine per scoprire i reali motivi di quella perversa connection? Significava forse dover puntare i riflettori troppo in alto?
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| Valerio Morucci |
La Voce, dal canto suo, ha scritto decine di reportage sul giallo Moro e sulla pervasiva infiltrazione dei Servizi nelle Bierre: testimoniata, in modo emblematico, dalla figura del ‘telefonista’, Valerio Morucci. Il quale, scontati i pochi anni di galera comminatigli, una volta libero ha addirittura collaborato come ‘esperto di affari interni’ per una rivista, ‘Theorema’, sponsorizzata dai Servizi stessi. Ai confini della realtà.
Ecco il pezzo che documentava quella incredibile dirty story che il nostro Guardasigilli farebbe bene a rammentare. Era infatti del 21 settembre 2017 “
CASO MORO / VALERIO MORUCCI UOMO DEI SERVIZI. ORA LO SCOPRE FIORONI, LA VOCE LO SCRISSE 7 ANNI FA
DEPISTAGGI DI STATO, TUTTO OK?
Altre domanda da novanta: le più grosse e inquietanti.
Come mai l’intemerato Nordio che vanta il coraggio d’un leone e d’un Falcone non ha fatto e non fa niente affinché si alzi finalmente il velo su INSABBIAMENTI & DEPISTAGGI di STATO sia per la strage di Capaci che, soprattutto, per quella di via D’Amelio?
A cosa servono inutili e stucchevoli commemorazioni se non si ha il coraggio politico e civile per abbattere giganteschi muri di omertà & collusioni?
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| Giovanni Falcone e Paolo Borsellino |
Come è possibile essere arrivati addirittura ad un Borsellino IV senza cavare ancora un ragno dal buco, quando le responsabilità – sul fronte dei mostruosi Depistaggi fin dall’inizio – sono sotto gli occhi di tutti, almeno di chi abbia la voglia e il coraggio di vedere? E gli autori, ovviamente, sono soprattutto magistrati, ossia (ex) colleghi del nostro prode Guardasigilli? Qualche – e quale – timore lo frena?
Anche in questo caso la Voce ha scritto decine e decine di articoli e inchieste: basta andare alla casella CERCA, che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare i nomi di GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO per ritrovarne a bizzeffe. Eccone uno, pubblicato il 9 ottobre 2023, STRAGI FALCONE E BORSELLINO / RIEMERGE LA VERA PISTA ‘MAFIA-APPALTI’. ERA ORA!
PORTE APERTE ALLE ILLEGALITA’
A questo punto diventano quisquilie & pinzellacchere, come avrebbe pennellato Totò, altri fatti politici pur di estrema gravità combinati dall’attuale governo nero, sotto la direzione sicura della premier e del suo fidato Guardasigilli.
Il quale dopo mille polemiche che hanno investito in modo pesantissimo il suo dicastero e, fresco fresco, il VAFFA referendario, è rimasto avvitato alla poltrona: dal caso del suo sottosegretari Andrea Delmastro (appena condannato anche in Appello per la vicenda Cospito), a quello Almasri e alle combine della sua capa di Gabinetto, Giusy Bartolozzi.
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| Andrea Delmastro |
E dal suo ministero sono partite non poche iniziative scientificamente mirate ad evitare che i colletti bianchi (ma anche politici e mafiosi collegati) responsabili di tanti reati vengano assicurati alle patrie galere: grazie quindi per il taglio netto delle intercettazioni, strumento forse in passato abusato ma fondamentale per le indagini; la folle abolizione del reato d’abuso d’ufficio, per la gioia, appunto, d’un mare di colletti bianchi; la mutilazione del reato di traffico di influenze, una vera manna per i politici di casa nostra.
Porte aperte, anzi SPALANCATE, all’ILLEGALITA’, che diventa sempre più pandemica.
Il solletico alle MAFIE, che moltiplicano sotto traccia i loro affari e riciclano a più non posso senza più bisogno di ammazzare
E nessuna Giustizia MAI per le vittime dei tanti, troppi (quasi tutti) i MISTERI di STATO.
Alla faccia della GIUSTIZIA, quella vera e non trasformata in sceneggiata con inutili, anzi vergognose commemorazioni.





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