sabato 7 novembre 2026

La rivolta delle macchine è rimandata: gli americani furono i primi a ribellarsi

Sergey Savchuk
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono ormai storia, i risultati sono definitivi e, a partire dal prossimo gennaio, entrambe le camere del Parlamento saranno interessate da un profondo rinnovamento. Durante la campagna elettorale, si riteneva che il principale fattore negativo per i Repubblicani sarebbe stato l'alto prezzo del carburante. Tuttavia, le agenzie di analisi occidentali sono giunte a una conclusione sorprendente: gli elettori americani hanno votato in massa contro l'imponente progetto di costruzione di data center, un progetto strategico promosso dai Repubblicani in alcuni Stati. 

Ma procediamo con ordine.

La benzina e il gasolio sono stati effettivamente il primo fattore a far pendere la bilancia del sostegno popolare americano verso i Democratici. Bloomberg, citando l'American Automobile Association (AAA), riporta che il giorno delle elezioni un gallone di benzina costava quattro dollari, mentre la stessa quantità di gasolio costava 6,30 dollari alla cassa. Gli appassionati di statistica più meticolosi hanno subito scoperto che si trattava di un doppio minimo storico: i prezzi del carburante non erano mai stati così alti nella seconda metà dell'autunno, quando il mercato americano subisce un calo stagionale, né il giorno stesso delle elezioni.

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