venerdì 30 marzo 2012

SARDINYA: IL PD CONTRO SEL PER AVER VOTATO L'ORDINE DEL GIORNO "INDIPENDENTISTA"




Ma i vendoliani avvertono: «Non abbiamo niente da giustificare» Sarebbe un mezzogiorno di fuoco, se l'appuntamento non fosse per le 10: ma cambia poco. Venerdì 30 i segretari del centrosinistra si rivedono dopo mesi, e l'incontro arriva nel momento di massima tensione tra Pd e Sel. Anzi, la convocazione si deve - anche se non ufficialmente - ai recenti contrasti sull'ordine del giorno del Psd'Az che qualcuno ha definito secessionista.

SPACCATI Un testo che il Consiglio regionale ha approvato anche grazie ai voti di Sel e Idv. Non parla apertamente di separazione, ma mette in cantiere «una sessione speciale di lavori» dell'assemblea, per verificare le ragioni della «presenza e permanenza della Regione nella Repubblica italiana». Il tutto, prendendo le mosse dalle «ripetute violazioni», da parte dello Stato, degli accordi con l'Isola. Il sostegno dei due gruppi del centrosinistra, che si è unito ai voti di quasi tutto il Pdl e dell'Udc, ha scatenato lo scontro nell'opposizione. Deflagrato in aula, il giorno dopo: quando Renato Soru ha criticato duramente il documento e chi l'ha votato. «Anziché assumerci responsabilità, diamo le colpe allo Stato», ha detto l'ex governatore: prendendosela col suo successore Ugo Cappellacci, ma suscitando anche l'irritazione degli alleati. Infatti da Sel ha replicato subito Luciano Uras: rilevando «troppo nervosismo da isolamento in alcune parti», e attaccando il Pd che «dopo aver cavalcato e scavalcato i temi del sardismo e della sovranità responsabile, oggi grida allo scandalo». Di rimessa, il capogruppo democratico Giampaolo Diana ha rivendicato la scelta di non sostenere l'ordine del giorno, accusando Sel di «provocare, con disarmante disinvoltura, una polemica con noi sul sardismo e sull'autonomia. Siamo lealmente impegnati a consolidare il centrosinistra - ha aggiunto - ma nella chiarezza, sia programmatica che sulle alleanze».

CHIARIMENTO Molti in effetti si sono interrogati sulle ripercussioni della spaccatura sulla coalizione. Ma il leader regionale di Sel Michele Piras non ci sta: «Non capisco perché, mentre il Pd nazionale sostiene un governo con Pdl e Udc, se noi esprimiamo una posizione politica si debbano ridiscutere tutte le alleanze». Semmai, prosegue, «siamo noi a non capire il Pd proprio su alcune intese locali». C'è comunque necessità di un chiarimento, ed è probabilmente per questo che il segretario del Pd Silvio Lai ha convocato gli altri partiti per venerdì prossimo, nella sede cagliaritana di via Emilia.

Il pensiero del leader democratico, pubblicato sul sito del partito isolano, è in linea col gruppo consiliare: «È un'anomalia che l'ordine del giorno sia stato votato da Sel e Idv con Udc, Pdl e la Giunta, che così copre le proprie responsabilità dandole allo Stato patrigno».Sarà interessante verificare anche la posizione dell'Italia dei valori. Spesso il segretario Federico Palomba non ha condiviso le scelte dei suoi consiglieri, ma sulla vicenda non fa commenti: «Mi limito a constatare che molti si agitano ma senza concretezza né credibilità. Prima di chiedere, la Regione deve dimostrare di saper spendere».

L'ALTOLÀ DI SEL Sulla carta, i punti da discutere venerdì saranno la «situazione politica» e le amministrative. Nel primo punto può rientrare di tutto, e sicuramente qualcuno tirerà fuori l'ordine del giorno sardista. «Io non credo che possa essere il tema dell'incontro - avverte Michele Piras - ma sia chiaro: non dobbiamo giustificare niente. Anzi, saranno altri a dover spiegare perché non hanno difeso gli interessi del popolo sardo».

Da L'Unione Sarda del 26 marzo 2012 
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giovedì 29 marzo 2012

Ernst Cassirer: segno, simbolo..L’anti-ontologia

L’anti-ontologia  Ernst Cassirer Hans Jörg Sandkühler
http://www.filosofia.it/
Il presente studio si concentra sul ruolo del linguaggio e della scienza nella teoria della conoscenza di Ernst Cassirer. L’interpretazione data della posizione di Cassirer e di stampo costruttivista: il linguaggio e inteso come sistema complesso di segni arbitrariamente prodotti dalla mente umana per conferire senso e significato al mondo. La concezione cassireriana è anzi presentata alla stregua di un modello ideale per quel filone dell’epistemologia contemporanea che vuole affermare il pluralismo, tenendosi tuttavia a distanza dalle tentazioni scettiche, relativiste e soggettivistiche del nostro tempo
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Linguaggio, segno, simbolo.
L’anti-ontologia di Ernst Cassirer
Hans Jörg Sandkühler
Articolo pubblicato su invito, ricevuto il 10 maggio 2010
█ Riassunto Il presente studio si concentra sul ruolo del linguaggio e della scienza nella teoria della conoscenza di Ernst Cassirer. L’interpretazione data della posizione di Cassirer è di stampo costruttivista: il linguaggio è inteso come sistema complesso di segni arbitrariamente prodotti dalla mente umana per conferire senso e significato al mondo. La concezione cassireriana è anzi presentata alla stregua di un modello ideale per quel filone dell’epistemologia contemporanea che vuole affermare il pluralismo, tenendosi tuttavia a distanza dalle tentazioni scettiche, relativiste e soggettivistiche del nostro tempo.
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lunedì 26 marzo 2012

QUIRRA, CONTROLLI TAROCCATI?

P. Carta
 US



zona militare e òpoligono di quirra




Il PM Fiordalisi: trucchi per non trovare torio e uranio.

Su diciotto salme riesumate, sono stati ritrovati dati superiori alla norma in dodici casi.
 È la prova, secondo la Procura, del rapporto diretto tra attività svolte nel poligono dal 1956 a oggi praticamente senza controllo, il disastro ambientale tra Perdasdefogu e Villaputzu, certificato da analisi su analisi, e l'insorgenza di malattie e tumori in chi ha frequentato quella zona. 
 «Spero di aver contribuito a fare chiarezza su quel che è accaduto nel Salto di Quirra. Sono contento di aver aiutato la Sardegna, fornendo una serie di risultati delle mie indagini al Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Poi la lettura dei dati e le scelte spettano ad altri. Cioè ai giudici e a voi sardi». 
Evandro Lodi Rizzini non dice altro. È il fisico di Brescia e del Cern di Ginevra che ha trovato torio radioattivo nelle ossa dei pastori morti attorno al Salto di Quirra. 


Controlli ambientali taroccati. Pagati con fior di soldi pubblici ma deviati in modo da certificare che  nel salto di Quirra non ci fosse alcuna traccia di inquinamento causato dalle attività del poligono.


 I SOSPETTI. E' la tesi del Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, convinto di aver smascherato una zona grigia creata ad arte grazie ad esperti  e studiosi più o meno vicini alla Difesa (Min Dif) che ha sempre impedito di fare piena  luce sull'inquinamento ambientale nel Salto di Quirra. Capace di dire che le guerre simulate e i test di armi non creavano alcun tipo di danno ambientale. Professori universitari che hanno finto di non vedere il torio sparso nel Salto di Quirra dai missili Milan e poi ritrovato addirittura nelle ossa dei pastori morti nella zona di tumore, oltre che nel miele e nel formaggio prodotti nella zona. Tecnici che - in base a un appalto della Nato e della Difesa da due milioni e mezzo di Euro- adottavano per  la ricerca di uranio impoverito procedure secondo le quali era praticamente impossibile trovare traccia di contaminazione. E anche quando i risultati erano impossibili da nascondere (contaminazione da metalli pesanti cancerogeni e da sostanze radioattive), allora i chimici davano colpa alla vecchia miniera di Baccu LOcci o alla natura geologica de terreno, pur in assenza di uno studio specifico.


 VENTI INDAGATI. - Per Fiordalisi è stato creato un sistema di consulenze e incarichi attorno a Perdasdefogu. Tutto questo compare nell'avviso della conclusione delle indagini, trasmesso ai venti indagati. 
Da qui l'avvio di conclusione delle indagini recapitato da Fiordalisi a venti indagati: sei ex comandanti del poligono di Perdas, due responsabili del distaccamento a mare di capo San Lorenzo, il tenente Walter Carta (responsabile del servizio di Prevenzione del poligono nonché ex sindaco di Forza Italia di Perdasdefogu), quattro esperti dell'Università di Siena (avrebbero taciuto sulle quantità di torio ritrovate nei terreni, in alcuni punti 35 volte superiori al fondo naturale del terreno), tre membri della commissione Difesa (i controllori del lavoro dell'Ateneo toscano), due chimici della Sgs di Torino (accusati di aver detto il falso quando hanno assolto dall'accusa di inquinamento le attività militari), il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura (Pd) e il professore universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (medico competente della base) per aver ostacolato le indagini.


L'ACCUSA. Oltre alle (presunte) responsabilità degli ufficiali che comandavano il poligono di Perdasdefogu e il distaccamento di Capo San Lorenzo,ci soo quelle dei professori dell'Università  di Siena  FRANCESCO RICCOBONO  e dei suoi collaboratori . secondo l'accusa malgrado le richieste della Difesa, opposero un muro di silenzio sulla presenza del torio riscontrata in alcuni punti del Salto di Quirra oltre ogni soglia (anche 35 volte il fondo naturale). E sotto inchiesta anche la commissione Difesa incaricata di controllare il lavoro deglia accademici (gli ufficiali Giuseppe Di Donato, Vittorio Mauro) 


LA SGS. Rilevante dal punto di vista penale, secondo il Fiordalisi, anche il comportamento di due chimici della SGS di Torino (Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani), legata all'azienda che produce i missili  Milan al torio attraverso Finmeccanica, uno dei clienti più assidui del poligono affittato alla industrie belliche  per il test delle armi.
 In una nota, la SGS precisa di "non avere relazioni societarie né con Fiat. La società è controlla al cento per cento dal gruppo SGS, quotato alla borsa di Zurigo, i cui principali singoli azionisti sono Exor e la famiglia Von Finck, entrambi con il 15% del capitale."
Secondo la Procura, invece, nella SGS svizzera è presente con una quota di partecipazione anche la famiglia Agnelli e sino a qualche tempo fa presidente era Sergio Marchionne, attuale AD di Fiat.


I CONTROLLI. I due chimici della SGS avrebbero certificato che l'inquinamento di certi punti del poligono dipendeva dalla natura del terreno, non dalle attività svolte nel poligono: E avrebbero adottate procedure scientifiche discutibili: pochi campioni di confronto, ricerca di uranio impoverito con tecniche che secondo gli esperti erano sbagliate. "L'Uranio impoverito si dilava con la pioggia - ha spiegato il fisico scelto dalla Procura , Evandro Lodi Rizzini, il luminare che ha trovato il torio radioattivo nei cadaveri riesumati. Lo stesso professore universitario bresciano, in un parere che fa parte del fascicolo di un'inchiesta unica al mondo (per la prima volta viene messo sotto accusa un poligono, sospettato di aver rovinato l'ambiente e di aver favorito l'insorgenza di malformazioni e  malattie , per la prima volta sono state riesumate 18 salme alla ricerca di tracce di elementi radioattivi), ha spiegato che il torio è più pericoloso dell'uranio impoverito per la salute  e che qualsiasi indagine epidemiologica è inutile:"L'esposizione alle particelle Alfa è dannosa in assoluto, soprattutto se si entra in contatto con il torio per inalazione, ma per nessun tipo di tumore è possibile stabilire un nesso ed effetto. E quindi qualsiasi studio epidemiologico no ha senso". Neppure quello che è in procinto dipartire su input di Regione e Ministero della Salute.


LE ATTIVITA'. L'inchiesta della Procura di Lanusei ha messo in evidenza anche la pericolosità del RADAR ("in sei minuti di esposizione a certe frequenze si danneggerebbero in maniera irreversibile le cellule", è il parere del professor Marinelli), dei test del razzo Vega(" una fabbrica di nanoparticelle cancerogene", secondo Maria Antonietta Gatti), dei brillamenti delle munizioni obsolete avvenute , secondo il pm Fiordalisi, senza avvisare neppure il medico della base, il docente universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (anche lui finito sotto inchiesta) e con il pretesto di addestrare gli artificieri.


L'Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari, in una nota, si dice sicura della corretezza dell'operato del professor Cocco quale medico competente del poligono in base a un accordo tra Università e Difesa.
Secondo il Pm Fiordalisi il prof. Cocco non avrebbe potuto svolgere quel ruolo in quanto non iscritto nell'apposito elenco regionale dei medici abilitati per la tutela dal pericolo di esposizione alla radioattività.
Inoltre , sempre per il procuratore di Lanusei " la sua malafede risulterebbe dagli incarichi, molto remunerativi che nel 2011 gli sono stati affidati dall'amministrazione Militare  in aggiunta a quelli pregressi".  











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sabato 24 marzo 2012

QUIRRA, le Salme? Radioattive: venti indagati, sindaco e medico ..


Salme radioattive: venti indagati
C'è anche il sindaco di Perdasdefogu






IN VENTI SOTTO INCHIESTA A QUIRRA,  EX COMANDANTI,  TECNICI della NATO, UN DOCENTE CAGLIARITANO.

PAOLO CARTA
Salme radioattive: venti indagati C'è anche il sindaco di PerdasdefoguUNA ESERCITAZIONE A QUIRRA

Torio radioattivo è stato trovato nelle salme dei pastori morti dopo aver lavorato nella zona del poligono del Salto di Quirra. Colpa delle guerre simulate, dei brillamenti di munizioni opbsolete, dei test degli oleodotti. Ne è convinto il Procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, che ieri ha spedito l'avviso di conclusioni delle indagini a venti persone legate a filo doppio con la base militare. Ex comandanti, tecnici incaricati dalla Nato dei controlli ambientali, anche il sindaco di Perdasdefogu Walter Mura e il medico competente Pierluigi Cocco, professore universitario cagliaritano. È la prima tranche dell'inchiesta. 

LE SALME? RADIOATTIVE


Torio nei cadaveri dei pastori a Perdasdefogu: venti indagati
Sotto accusa militari,  universitari , il medico e il sindaco.


Lanusei. Nelle salme dei pastori che lavoravano attorno al poligono di Perdasdefogu e Quirra (in sardo Cirras)  è stato trovato torio radioattivo in misura superiore rispetto a chi non ha mai frequentato quella zona.


Colpa dei lanci dei missili Milan. Ma il disastro ambientale  e le morti sospette in questo angolo di Sardinya , dal 1950 dedicato ai test militari , sarebbero stati causati dai brillamenti di armi obsolete provenienti dagli arsenali di tutta Italia, dalle prove di resistenza degli oleodotti, dalle mancate bonifiche, dal fatto di non avere adottato nessuna precauzione per salvaguardare, oltre la natura, anche la salute di animali e persone.


VENTI INDAGATI. Il Procuratore di Lanusei , Domenico Fiordalisi, non ha dubbi: il disastro ambientale , la contaminazione  di suoli, acqua, e aria con sostanze tossiche e radioattive. le morti di tumore di 160 persone e la nascita di bambini e animali malformati potevano essere evitate. Tutto questo compare nell'avviso di conclusione delle indagini  recapitata ieri a venti persone. EX COMANDANTI  de  poligono di PERDASDEFOGU e del distaccamento  di Capo San Lorenzo (Villaputzu) responsabili sanitari del Comando militare, professori universitari ed esperti della commissione della Difesa, tutti sospettati  di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri (rischiano condanne da sei mesi a cinque anni), E poi i chimici di una società che per conto della Nato ha controllato l'ambiente nel Salto di Quirra, accusati di falso per aver sostenuto che tutto era in ordine. Poi ancora i comandanti di Perdasdefogu , sospettati di omissione di atti d'ufficio.


SINDACO E MEDICO. A sorpresa, tra glimindagati anche il sindaco di Perdasdefogu Walter Mura, e il medico responsabile della base , il professore universitrio cagliaritano Pierluigi Cocco: sono sospettati di omissione di atti d'ufficio , ostacolo alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato.


PRIMO FILONE. E' questa solo una tranche dell'inchiesta che vede per la prima volta al mondo di fatto sotto accusa un poligono militare per effetti delle guerre simulate e dei test delle armi su ambiente e salute della popolazione . L'altro filone , che per adesso vede indagati alcuni comandanti di PERDASDEFOGU, ipotizza il reato di omicidio volontrio con dolo eventuale per la morte dei pastori colpiti dai tumori dopo avere frequentato zone contaminate.
Nelle 19 pagine firmate da FIORDALISI  e consegnate ieri alle parti (indagati e avvocati difensori) emergono novità assolute . Per esempio un prim accenno all'esito delle indagini sulle salme riesumate dei pastori dal professor Evandro Lodi Rizzini, fisico di fama mondiale : trovate quantità di torio radioattivo superiori alla norma.


ZONA FRANCA. Ma più in generale , emerge il fatto che  i vertici militari della base di Perdasdefogu considerassero il poligono una sorta di zona franca in cui tutto o quasi è lecito: seppellire rifiuti militari come missili o pezzi di radar in pochi centimetri di terra, effettuare billamenti di armi obsolete in dispregio a qualsiasi norma ambientale e senza avvisare nessuno , nemmeno il medico competente che potrebbe essere considerato il responsabile sanitario del comprensorio militare.
Il Procuratore Domenico Fiordalisi - che si avvale per l'ichiesta di consulenti di chiara fama, oltre che dell'instancabile abnegazione degli uomini della Squadra Mobile di Nuoro diretta da Fabrizio Mustaro e della Forestale di Lanusei (guidati da  Giuseppe  Carboni) - è sicuro di aver dimostrato il esso di causa ed effetto tra attività svolte nel poligno e malformazioni e malattie : " Sono state contaminate le falde acquifere che alimentano Escalaplano, Muravera, Villaputzu, e le polveri velenose , grazie ai venti dominanti arrivano a Escalaplano e nella zona di Quirra".




 Sabato 24 marzo 2012
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mercoledì 21 marzo 2012

Per un movimento di massa europeo di solidarietà con il popolo greco e di resistenza attiva alle politiche di austerità

Yorgos Mitralias Γιώργος Μητραλιάς 
Tradotto da  Titti Pierini


Atene, 13 marzo 2012-Perché i dolori del popolo greco commuovono tanto l’opinione pubblica in Europa? E perché, giorno dopo giorno, la commozione si fa semprepiù estesa e profonda trasformandosi in voglia di agire, di far qualcosa per esprimere la propria solidarietà alla popolazione greca? La risposta non è difficile: se il dramma greco commuove ed indigna la gente è perché non lo si percepisce più come estraneo alle proprie preoccupazioni, come un caso isolato, un’eccezione alla regola. Perché, insomma, lo si riconosce come quel che è sempre stato, fin dall’inizio, un test inventato ed imposto di forza da chi sta in alto per sperimentare e misurare sulle cavie greche capacità di sopportazione e resistenze delle vittime di fronte alle loro politiche appunto prima di estenderle all’Europa in generale!

Non sorprende, allora, che il confronto tra l’odierna Grecia e la Spagna del 1936 colpisca e sia ripreso da tanti soggetti politici e sociali in Europa. La resistenza del popolo greco nel 2012 argina l’estensione della brutale aggressione del capitale al mondo del lavoro in Europa esattamente come la resistenza dei popoli dello Stato spagnolo fungeva da diga nel 1936 all’espandersi della peste nera – e allo scoppio della guerra – ovunque, in Europa e nel mondo!Se adesso la diga greca cede, presto avverrà l’inondazione dell’intera pianura europea…

Il fatto che vi sia un numero sempre maggiore di cittadini europei, di sindacati operai, di formazioni politiche e di movimenti sociali che percepiscono il dramma greco come emblematico di un’intera nuova fase storica del capitalismo neoliberista costituisce un’assoluta novità, dalle implicazioni molto importanti. Questo infatti significa che in questa Europa il vento sta cambiando, malgrado e contro la propaganda ufficiale sostenuta dai principali mezzi di comunicazione di massa, che non fanno che predicare (da due anni!) che «la colpa è solo e soltanto dei greci». Ma significa soprattutto che ormai esistono settori sempre più consistenti delle società europee disponibili, se non pronti, a dare al loro sentimento di solidarietà con il popolo greco un significato e un contenuto nuovi: quello che fa della resistenza greca alla barbarie capitalistica l’avamposto di una lotta comune più generale, che li concerne direttamente perché si tratta della loro stessa lotta contro le stesse politiche dello stesso nemico di classe!

La conclusione balza agli occhi: esistono ormai gli ingredienti per cercare di costruire un movimento di massa in Europa che sia insieme di solidarietà con il popolo greco e contro le politiche di austerità portate avanti dalle direzioni dell’Unione Europea. Qualcuno potrebbe dire, tuttavia: ma di quale movimento si parla? Quale potrebbero esserne l’ampiezza e la durata, le sue strutture e la sua radicalità?

In primo luogo, riteniamo che questo movimento potrebbe e dovrebbe costruirsi in base alle seguenti caratteristiche di fondo: essere europeo, vale a dire allargarsi all’intero continente, essere unitario, “generalizzato”, di massa, di lungo respiro e disporre di strutture stabili alla base delle nostre società (comitati di base autogestiti e federati tra loro). Ci spieghiamo…
  • L’esigenza di essere completamente unitari si fonda sul riconoscimento del fatto che le attuali politiche di austerità colpiscono una larga gamma di settori sociali, minacciandone perlomeno alcuni di vera e propria estinzione! Insomma, se anche i nostri buoni amici americani esagerano pretendendo di parlare a nome del 99% della società, fatto sta che non si è mai vista tanta gente oggettivamente, e a volte anche “soggettivamente”, unita contro uno stesso avversario di classe non solo comune ma – dato importante – percepito come tale. Proprio su tale “comunanza” di interessi occorrerà costruire il carattere profondamente unitario del movimento, evitando qualsiasi settarismo e “avanguardismo”. L’elemento dominante deve essere il “tutti insieme”.
     
  • È ovvio che una situazione del genere (piuttosto inedita!) favorisce la creazione di un movimento di massa, trattandosi della volontà di mobilitare e raggruppare tutte le vittime di questa vera e propria “guerra sociale” del capitale contro la schiacciante maggioranza dei cittadini. Tale caratteristica è accentuata dal fatto che l’offensiva reazionaria non è più esclusivamente “economica” ma deborda in ambito sociale, politico, ed anche culturale ed etico. Essa, insomma, è globale e pone dilemmi davvero esistenziali alla società e ai cittadini.
     
  • Dal momento che queste politiche colpiscono – ancorché con intensità diverse – tutte le popolazioni europee, va da sé che tale movimento possa e debba essere europeo – e che vada organizzato come tale -, altrimenti sarebbe condannato in partenza all’insuccesso…
     
  • La durata prolungata del movimento è resa obbligatoria dal fatto che deve presumibilmente affrontare un’offensiva di lungo respiro del nemico di classe globale, che ci fa entrare in una nuova fase storica. La lunga durata è rafforzata dalla prospettiva – del tutto concreta – che la crisi greca si perpetui senza riuscire ad approdare a breve scadenza a uno sbocco favorevole per l’uno o l’altro campo.
     
  • La conseguenza logica è che il movimento di massa europeo deve prepararsi a una lotta di lungo respiro, pianificare le proprie iniziative e investire in un progetto a lungo termine. La qual cosa vuole anche dire che deve dotarsi di strutture non effimere, ma che abbiano una qualche continuità e stabilità.
     
  •  Il movimento deve anche essere “generale”, e cioè non limitarsi a una resistenza parziale (ad esempio, strettamente economica) all’offensiva reazionaria che è “globale”, perché è a un tempo economica, sociale, culturale, patriarcale, ambientale , nonché “filosofica” ed etica. Deve perciò raggruppare sotto lo stesso tetto organizzativo tutte le resistenze, cercando – cosa non scontata in partenza – di dotarle di un denominatore comune per unificarle nella lotta.Detto questo, c’è ancora da individuare con maggior precisione il ruolo che deve giocare in questo movimento europeo la solidarietà con il popolo greco. Va detto, per prima cosa, che la solidarietà con la Grecia non è un peso ma una risorsa rilevante per la costruzione e lo sviluppo di un movimento di massa contro le politiche di austerità. La resistenza del popolo greco colpisce – a giusto titolo – milioni di europei, facilitando così enormemente la presa di coscienza di come le sofferenze dei greci mostrino quale sorte riservino a tutti noi i potenti di questo mondo. Reagendo in un primo momento “di pancia” di fronte al dramma greco, i lavoratori e gli altri cittadini europei prendono subito dopo coscienza di essere loro stessi parte di questo dramma, al di là delle frontiere e dei cosiddetti interessi “nazionali”, al di là e contro tutta la propaganda ufficiale. Essi scoprono, insomma, la comunanza di interessi di quelli che stanno in basso e l’internazionalismo in atto, un elemento di capitale importanza, in un periodo di crisi sistemica così cataclismica da resuscitare i “fantasmi” (nazionalisti, razzisti e anche… guerreschi) degli anni Trenta in vari settori della borghesia europea…
Va, tuttavia, riconosciuto che il senso di solidarietà non è eterno, va alimentato giorno per giorno perché sia abbastanza forte e diffuso da poter sorreggere un movimento di solidarietà di lungo respiro, dotato anche di comitati di base ovunque in Europa. E allora, le prospettive del “laboratorio” greco servono a mantenere vivi l’interesse, l’emozione e soprattutto il senso di solidarietà attiva che il dramma greco suscita?
La risposta a questa domanda cruciale è un “SÌ” categorico. Sì, esse possono garantire tutto questo, e per due ragioni: a) perché tutto sta ad indicare che non esiste uno sbocco ravvicinato al dramma greco in quanto nessuno dei suoi due protagonisti (quelli in alto e quelli in basso) dispone dei mezzi per schiacciare l’altro. E, questo, ci porta a concludere che l’attuale equilibrio instabile potrebbe protrarsi all’infinito, con la conseguenza sia di far marcire la situazione, sia di ulteriori esplosioni sempre più violente ma senza sbocco. In ogni caso, si può star certi che la crisi greca è destinata a permanere e a dominare a lungo l’attualità europea (e internazionale); b)perché la collera dell’immensa maggioranza della popolazione greca è talmente profonda che la storia successiva sarà costellata di eventi ed esplosioni di ogni genere in grado di mantenere mobilitata l’opinione pubblica europea favorevole alla lotta del popolo greco. Vi saranno certamente “tempi morti”, ma non tali da far scendere la tensione del movimento di solidarietà, tanto più che già possiamo prevedere che si verificheranno sempre più “avvenimenti” analoghi in altri paesi europei.
D’altro canto, sono la crisi greca e la lotta del popolo greco ad offrire in maniera del tutto naturale l’obiettivo e la parola d’ordine centrale del movimento europeo: rifiuto e disconoscimento del debito che non è nostro e rifiuto completo delle misure e dei piani di austerità. E, il tutto, all’insegna squisitamente etica del concetto fondamentale di “stato di necessità” del diritto internazionale, che impone che la soddisfazione dei bisogni elementari degli esseri umani abbia la priorità assoluta rispetto alla soddisfazione dei creditori. Nell’attuale situazione di polarizzazione crescente di quanti caldeggiano la sottomissione all’austerità in nome del saldo del debito e di quanti invece respingono categoricamente questo ricatto, questi due obiettivi/parole d’ordine sarebbero largamente sufficienti perlomeno a lanciare questo movimento europeo. Tanto più che ciascuno (movimento sociale, sindacato, forza politica o semplice individuo) sarebbe libero in seno al movimento di sostenere e proporre le proprie concezioni quanto al contenuto e alle forme delle lotte da portare avanti, purché ovviamente si condividano e si sostengano i due obiettivi centrali richiamati sopra.
Ovviamente, l’accettazione di un quadro programmatico così scarno non è esente da rischi o pericoli per lo sviluppo del movimento. Tuttavia, sono rischi che vanno accettati e assunti con piena consapevolezza, visto che adesso quel che conta di più è che vi sia il maggiore raggruppamento possibile di tutte le forze dietro al rifiuto chiaro e netto delle politiche di austerità della reazione europea. Questo tipo di raggruppamento, il maggiore possibile, è imposto dal bisogno urgentissimo di fare apparire a livello europeo una forza di massa in grado di rivaleggiare con il nostro comune avversario di classe, così ben rodato, organizzato, sperimentato, coordinato, iperarmato e soprattutto deciso a risolvere la partita con la plebe. Qui gioca un ruolo cruciale il fattore tempo e ignorarlo significa già spalancare la porta perché venga schiacciata. Non ci si può permettere il lusso di aspettare che maturino né le famose “condizioni oggettive”, né la misteriose “condizioni soggettive”, perché il nemico di classe non sta ad aspettare e sta già lanciando un’offensiva frontale contro la quale dobbiamo difenderci prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, che il movimento popolare sia sconfitto e perda ogni capacità di resistenza – probabilmente – per decenni!...
Ecco quindi un primo sbocco per un progetto che riguarda l’urgente esigenza di costruire e far sviluppare in Europa la risposta di chi sta in basso alla guerra che sta scatenando contro di loro la Sant’Alleanza dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e del capitale. La discussione è aperta. Passiamo all’azione…



Per concessione di Movimento operaio
Fonte: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=7002

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