domenica 18 gennaio 2026

Sui "sinistrorsi" e gli "anarchici" che tifano per il cambio di regime in Iran

CAITLIN JOHNSTONE

Esiste qualcosa di più indegno dei "sinistrorsi" e degli "anarchici" che esultano per la caduta dei governi presi di mira dall'impero, mentre quest'ultimo mette in atto la sua macchina bellica?


Oh, guardatemi, sto facendo un duro lavoro sostenendo gli stessi programmi del Dipartimento di Stato americano. Sto facendo il punk rock rigurgitando gli stessi argomenti di propaganda bellica di John Bolton. Sto combattendo il potere sostenendo gli obiettivi di politica estera dell'impero più potente che sia mai esistito. ▶ SaDefenza soffre l'algoritmo che usa la censura, obnubila il blog e lede il diritto all'informazione libera, AIUTACI nella nostra comune lotta per il giusto ed il vero, per il bene comune, mantieni la nostra voce libera, sostienila con una donazione. Grazie ◀

sabato 17 gennaio 2026

Vladimir Putin mette in guardia Donald Trump e la NATO


 di Larry C. Johnson

Il 15 gennaio 2026 (giovedì), il presidente russo Vladimir Putin si è rivolto a 32 ambasciatori stranieri di recente nomina durante una cerimonia formale di presentazione delle credenziali nella Sala Alessandro del Gran Palazzo del Cremlino a Mosca. Si è trattato del suo primo importante discorso di politica estera dell'anno, un messaggio diretto al presidente Trump e ai paesi della NATO, ma Putin lo ha fatto senza nominarli per nome.

Putin ha tenuto una lezione magistrale di diplomazia e ha sollevato tre punti cruciali:
  1. Ha criticato quei paesi che si affidano al principio del più forte per affermare le loro narrazioni unilaterali , il che è stato un attacco diretto a Donald Trump.
  2. Ha ribadito l'importanza del rispetto del diritto internazionale e ha lamentato l'ignoranza da parte dell'Occidente dei legittimi interessi della Russia e la deliberata politica di creare minacce alla nostra sicurezza, tra cui l'avanzata del blocco NATO verso i confini della Russia, contrariamente alle promesse pubbliche che ci sono state fatte. Voglio sottolineare questo: contrariamente alle promesse pubbliche che ci sono state fatte.
  3. Ha ribadito il sostegno della Russia alla sovranità e all'indipendenza di Cuba .
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La DEI in US sta perdendo potenza: succederà anche in Italia?

Shata Diallo, PhD

Head of Social Impact Strategy, Programs & Research @Fondazione Libellula | DE&I Advocate | Ph.D in Organizational Psychology and DE&I | TEDx Speaker


Dagli Stati Uniti arriva una brutta notizia sulla DE&I al giorno. Ormai uno tsunami. È un’ondata di scetticismo, disillusione e tagli netti alle politiche di Diversity, Equity e Inclusion (DEI). Mentre rifletto e ascolto Shaboozey (che mi piace tantissimo e mi fa molta simpatia, perchè è un incredibile artista country nero) penso che qui in Italia una domanda sorge spontanea: se negli Stati Uniti la DEI sta perdendo terreno, accadrà anche in Italia?

Cosa sta succedendo in US e perché

Negli Stati Uniti molte aziende stanno rivedendo o eliminando i programmi DEI. Un esempio su tutti? Hollywood. Dopo le promesse fatte nel 2020 all’apice dei movimenti Black Lives Matter, l’industria dell’intrattenimento aveva dichiarato guerra al razzismo sistemico. Molte di quelle promesse, inizialmente cariche di aspettative, si sono rivelate nel tempo iniziative di facciata, incapaci di tradursi in un cambiamento reale e duraturo. Nonostante l’entusiasmo iniziale la DEI è scivolata progressivamente in secondo piano per una serie di motivi strutturali: i tagli ai budget hanno privato i programmi di risorse fondamentali per continuare a operare. 
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Una storia sotto falsa bandiera


CARLOS SÁNCHEZ

È così che si scrive la storia, attraverso l'infamia, attraverso i titoli. Spesso è completamente falsa, a volte solo in parte.


Lo shock pandemico

Questa settimana ricorre il quinto anniversario in Spagna dello stato di emergenza dichiarato da Pedro Sánchez. Ero una persona molto diversa allora, forse più ingenua. Ricordo con perfetta chiarezza quel 14 marzo, quando sentii il presidente Sánchez, con la sua retorica melliflua, sospendere praticamente tutto il Titolo I della Costituzione spagnola con un colpo di penna. Devo ammettere che provo una certa vergogna per essere stato ingannato, ma la verità è che le parole di Sánchez, in quel momento, mi portarono un sollievo temporaneo, mettendo momentaneamente a tacere il rumore circostante. Tuttavia, mi sono sempre considerato uno scettico, un osso duro. Nel 2008, quando mi capitò tra le mani *The Shock Doctrine* di Naomi Klein , mi convinsi che leggerlo mi avrebbe dato una certa capacità di anticipazione nel caso in cui avessi mai dovuto vivere una situazione simile a quelle descritte nel libro. Confidavo di riuscire a distinguere uno shock sotto falsa bandiera quando me lo trovavo proprio davanti, davanti agli occhi. Eppure, ancora una volta, sono stato ingannato.
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venerdì 16 gennaio 2026

COVID-19, anatomia di un inganno


Di Guillem Ferrer
16 GENNAIO 2026

Cinque anni dopo l'inizio della pandemia di Covid, la narrazione ufficiale si sta sgretolando. Il peso delle prove scientifiche e l'emergere di rapporti ufficiali che smantellano la narrazione politica e mediatica dominante dal 2020 hanno costretto alcuni media spagnoli a un timido e tardivo mea culpa. Il velo che copriva errori, manipolazioni e silenzi complici ha rivelato una sceneggiatura attentamente orchestrata da governi, media, organizzazioni internazionali e un'industria farmaceutica avida di profitti. Molte voci che un tempo erano etichettate come eretiche sono ora riconosciute come i semi di una scomoda verità che ha resistito alla censura e al discredito.

Anche in altri Paesi, questa lenta resa dei conti è iniziata. Un giornalista del New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo suggestivo: "Siamo stati gravemente ingannati". Nel Regno Unito, un altro giornalista del Times ha confessato di non credere più che i lockdown abbiano salvato vite. Al contrario, ammette che probabilmente hanno causato molti decessi. Ha chiesto un ritorno al pensiero critico e ha esortato a non emarginare coloro che dissentono dalla narrazione accettata. Ha ricordato a tutti un punto cruciale: maggiore è il consenso, maggiori sono i motivi per essere sospettosi. ▶ SaDefenza soffre l'algoritmo che usa la censura, obnubila il blog e lede il diritto all'informazione libera, AIUTACI nella nostra comune lotta per il giusto ed il vero, per il bene comune, mantieni la nostra voce libera, sostienila con una donazione. Grazie ◀

Il caso de "La Voce delle Voci". Cosa vuol dire essere un "giornalista"? Attacchi hacker, attentati, querele temerarie. Intervista ad Andrea Cinquegrani

Che l’Italia sia ormai un paese allo sbando, privo di un autentico Stato di diritto, era cosa nota. E da tempo. Non occorreva certo il blocco, da parte delle “destre” europee, di un'ispezione sul rispetto dello stato di diritto in Italia; ispezione resa quanto mai necessaria dopo una dichiarata guerra tra servizi segreti, un dilagante spionaggio con virus militari, e le morti o i “suicidi” inspiegabili di personaggi legati alle istituzioni, allo spionaggio internazionale e alla politica.

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Perché Washington prenderà la Groenlandia

© Getty Images / Mlenny; Anna Moneymaker

Le ambizioni americane dimostrano che l'Europa occidentale non è più protetta dallo stesso sistema che ha contribuito a costruire


Di Timofey Bordachev , Direttore del programma del Valdai Club

La cultura politica americana si sta orientando apertamente verso l'annessione della Groenlandia. Questo può sembrare surreale alle orecchie degli europei, ma non è un'idea esotica a Washington. Segue una logica profondamente radicata nel modo in cui gli Stati Uniti sono storicamente diventati una grande potenza e nel modo in cui dimostrano ancora oggi la loro forza.

Gli Stati Uniti sono cresciuti attraverso l'espansione territoriale a spese dei vicini più deboli. Hanno sottratto territori a chi non era in grado di difenderli. Non c'è motivo di supporre che questo istinto sia scomparso. L'unica garanzia affidabile dei confini è la capacità di combattere per difenderli. E la storia dimostra una cosa molto semplice: gli Stati Uniti non attaccano chi può resistere.

La politica mondiale moderna suggerisce che l'Europa occidentale non è più tra coloro che possono resistere.

Ecco perché, dal punto di vista di Washington, la vera questione non è se la Groenlandia finirà per essere assorbita sotto il diretto controllo americano, ma quando. Gli stati dell'Europa occidentale, e in particolare la Danimarca, sono tra gli obiettivi meno pericolosi che si possano immaginare. Sono innocui non solo militarmente, ma anche psicologicamente: è improbabile che rispondano in modo serio. ▶ SaDefenza soffre l'algoritmo che usa la censura, obnubila il blog e lede il diritto all'informazione libera, AIUTACI nella nostra comune lotta per il giusto ed il vero, per il bene comune, mantieni la nostra voce libera, sostienila con una donazione. Grazie ◀